Censurato “ Per indecenza, volgarità e ripugnanza” un manifesto della Mostra “Real Bodies”: la reazione degli organizzatori

Milano

Milano 24 Novembre – Gli organizzatori di Venice Exhibition rispondono all’inspiegabile censura “ Con i nostri messaggi ispirandoci a quelli dei Monopoli sui pacchetti di sigarette, spingiamo le persone a smetterla con i vizi e a preoccuparsi della propria salute” Riportiamo di seguito le ragioni e le reazioni degli organizzatori dell’esposizione di anatomia più conosciuta al mondo: “Censurati dal comitato di controllo dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) di Milano, perché ritenuti “indecenti, volgari o ripugnanti”, non idonei a “rispettare la dignità della persona” e tacciati di sfruttamento indebito degli effetti “devastanti” di una grave malattia, i contenuti di un manifesto 6×3 metri che pubblicizza “Real Bodies, scopri il corpo umano”, esposizione di anatomia più imponente al mondo allestita a Milano fino al 29 gennaio allo spazio polifunzionale in via Privata Giovanni Ventura 15 a Lambrate.

Venice Exhibition srl, società veneziana gestore della mostra internazionale che espone 350 fra organi e corpi trattati con la tecnica della plastinazione ed aderisce apertamente all’interno dell’esposizione alle campagne “Pink” sulla prevenzione oncologica al femminile, e “No smoking be happy”, contro la dipendenza dal fumo, lanciate da Fondazione Veronesi che ha curato i contenuti scientifici del catalogo della mostra, si è infatti vista recapitare una “ingiunzione di desistenza” relativa a un manifesto pubblicitario 6×3 metri. L’atto, già notificato, intima alla società, a meno che non decida di ricorrere, di togliere dalle vie della città scaligera entro il 28 novembre un manifesto “incriminato”, affisso a inizio mese per la sua campagna pubblicitaria. Secondo l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria di Milano il manifesto che riporta la scritta “Hai mai visto gli effetti devastanti di un tumore?” di “Real Bodies, scopri il corpo umano”, violerebbe ben tre articoli del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

“La pubblicità del manifesto” specifica l’Ente di vigilanza, “presenta l’immagine di un corpo capovolto con il torace e l’addome straziati, al cui interno si rendono ben visibili gli organi e i vasi sanguigni; mentre il claim recita ‘Hai mai visto la devastazione di un tumore?'”. “Ad avviso del Comitato” si aggiunge, “tenuto anche conto delle segnalazioni ricevute dai cittadini, il messaggio è tale da suscitare nello spettatore un forte senso di turbamento, imponendosi alla sua attenzione ed urtandone la sensibilità, in palese contrasto con il divieto di utilizzare negli annunci pubblicitari “rappresentazioni di violenza fisica o morale o tali che, secondo il gusto e la sensibilità dei consumatori, debbano ritenersi indecenti, volgari o ripugnanti”, posto dall’art. 9 del Codice”. Tale pubblicità, si rileva “non risulta idonea a “rispettare la dignità della persona”, in quanto al di là degli intenti scientifici e divulgativi della mostra, il messaggio pubblicitario di per sé considerato sfrutta indebitamente gli effetti “devastanti” di una grave patologia, con il solo scopo di creare curiosità e ricercare un effetto scioccante nel pubblico, oltre che ingenerare nelle persone che ne sono affette sentimenti di profonda angoscia e turbamento”. “Sebbene tale immagine” recita ancora la missiva in un altro punto “richiami alcuni contenuti della mostra che si intende promuovere, è necessario considerare che la comunicazione commerciale ha una platea più ampia rispetto a quella dei soggetti motivati all’utilizzo del “prodotto” e pertanto l’informazione deve essere comunicata in modo da tutelare il pubblico indifferenziato”. Ed infine: “per questo le immagini possono colpire anche i più piccoli che, non disponendo delle chiavi di lettura per filtrarle, possono rimanerne fortemente impressionati e scioccati”.

“Una decisione molto discutibile ed espressa con concetti e toni inaccettabili” commenta il patron della mostra nonché titolare di Venice Exhibition, Mauro Rigoni, “che tra l’altro arriva nel momento in cui in tantissimi visitatori ci ringraziano proprio per la forza d’urto dei nostri messaggi (allegato 2: visitatrice che ha smesso di fumare da 36 giorni) che in alcuni casi hanno letteralmente cambiato in meglio la vita delle persone. Quel manifesto in particolare, citato nel provvedimento censore, si ispira nel messaggio ma anche nell’immagine, in tutto e per tutto, alle più recenti politiche pubblicitarie del Monopolio dello Stato che utilizza immagini e slogan scioccanti sui pacchetti di sigarette (allegato 3: foto messaggi sui pacchetti), citando apertamente tumori e cancro e mostrandoli violentemente in immagini riquadrate di nero, senza preoccuparsi che questi messaggi possano raggiungere un pubblico di tutte le età, anche e soprattutto minorenni, visto che da sempre tutte le statistiche sulla diffusione del vizio del fumo fra i giovani indicano che l’età media di chi inizia a fumare è al di sotto della maggiore età di 18 anni. Eppure nessuno si sognerebbe di accusare il Monopolio dello Stato, che col vizio del fumo come con quello dell’alcol e del gioco ci lucra, di sfruttamento indebito degli effetti devastanti di una grave malattia o di una grave dipendenza come si legge nel provvedimento riferito incredibilmente alla mostra”.

“Real Bodies” aggiunge Rigoni “non offre certo al pubblico, specie di minori, occasioni di vizio, anzi, per fare prevenzione ed aprire una riflessione sull’importanza della salute, va oltre i messaggi sui pacchetti di sigarette: mostra dal vivo il polmone malato di cancro per mettere i fumatori di fronte a quello che stanno facendo a se stessi. L’importanza e l’effetto benefico del messaggio è testimoniata dai 600 pacchetti quasi pieni che vengono gettati mediamente ogni settimana nei nostri raccoglitori, tanto che che da uno che c’era all’apertura, abbiamo dovuto aggiungerne un altro per contenerli tutti. Si tratta di una terapia d’urto certo, ma educativa, e lo dimostra che sono a centinaia tutti i giorni i visitatori che ci ringraziano in mostra e attraverso il web per la presa di coscienza sul valore della salute e della prevenzione comunicata da Real Bodies. I ringraziamenti arrivano indistintamente, alcuni da persone che sono tuttora ammalate di tumore, il che non ha fatto altro che incoraggiarci da quando abbiamo allestito la mostra. Lo stesso concetto viene espresso da Real Bodies nel caso del vizio del bere mostrando il fegato devastato dalla cirrosi, nel rischio del tumore alla mammella che mostrandolo spinge ad aumentare i controlli dal medico, e via dicendo”.

“Il giudizio dello Iap sul manifesto censurato” conclude Rigoni “invece che affidarsi ad un pensiero preconcetto, doveva essere valutato alla luce di questo impegno educativo ed intento di scuotere le coscienze verso il bene della consapevolezza e dell’informazione scientifica sulla bellezza e perfezione del corpo umano, dimostrato in ogni centimetro dei 2000 metri quadri di esposizione di Real Bodies. Riflessione ed anche, se necessario sano turbamento, rivolti soprattutto alle giovani generazioni che, del pericolo di ammalarsi gravemente con uno stile di vita basato sugli eccessi, devono essere messi in guardia per primi. Per tutti questi motivistiamo valutando l’intenzione di un ricorso contro questa decisione, sebbene la campagna pubblicitaria mediante affissioni nelle vie di Milano stia volgendo al termine ben prima della scadenza imposta dall’ente di vigilanza sulla pubblicità”.

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