Lecco, crollo sotto il peso della burocrazia.

Lombardia

A due giorni dal disastro il colpevole inequivocabile pare uno solo: la burocrazia.

Milano 30 Ottobre – “Il disastro di Lecco è la dimostrazione che questo Paese ha un grave problema di gestione della Cosa Pubblica” dichiara l’On. Stefano Maullu, Europarlamentare-Forza Italia, commentando il crollo del viadotto in provincia di Lecco, crollo che ha provocato un morto e diversi feriti. “Un cantoniere, tre ore prima della disgrazia aveva dato l’allarme. Ma la Provincia voleva una carta bollata. Per averla una persona è morta e tre bambini sono in ospedale. Nel 2016 non si può morire per Burocrazia malata e per l’assenza delle istituzioni e della politica. Qui è mancato un responsabile politico che si facesse carico di saltare le carte bollate in nome e per conto del bene comune. Purtroppo questa sta diventando l’Italia di Cantone, dove tutto è bene quello che è protocollato bene, anche se ci scappa il morto.”

Sono in corso i lavori per rimuovere il viadotto crollato nel pomeriggio di ieri nel Lecchese provocando una vittima e alcuni feriti. Intanto in un video, ripreso da un cantoniere sul posto, si vedono gli attimi terribili del crollo del ponte. Non è stato ancora rimosso l’autoarticolato che, probabilmente per il suo peso, ha provocato il crollo. Il mezzo pesante “aveva una portata di circa 108 tonnellate, superiore a quella ordinaria, e non era stato autorizzato da Anas, che peraltro non ha in gestione la viabilità sulla strada provinciale SP49 dove era posto il cavalcavia”. Lo afferma l’Anas.

La vittima si chiamava Claudio Bertini, aveva 68 anni, ed il suo corpo è stato recuperato nella notte. Pensionato, lascia moglie e una figlia. Ferito l’autista del tir, un uomo di 50 anni. Altre tre persone, tra le quali una bambina, sono ferite ma in maniera non grave. Miracolosamente illeso Roberto Colombo, 37 anni, anche se la sua auto è stata schiacciata in maniera che ha fatto temere anche per lui il peggio. A salvarlo è stata tra l’altro una forte sterzata istintiva a destra verso il guardrail.

La ricostruzione dell’Anas – L’ente afferma esplicitamente di aver dato ordine di bloccare il cavalcavia anche con “ripetuti solleciti a una immediata chiusura”. “Anas informa che, dalle prime ricostruzioni dei fatti, il cantoniere Anas addetto alla sorveglianza del tratto della strada statale 36 al km 41,900, sul quale alle ore 17.20 è ceduto il cavalcavia n. 17 della strada provinciale SP49, già attorno alle ore 14.00, avendo constatato il distacco di alcuni calcinacci dal manufatto, ha disposto immediatamente la loro rimozione e la parzializzazione della SS36 in corrispondenza del cavalcavia. Subito dopo il cantoniere, in presenza della Polizia Stradale, ha contattato gli addetti alla mobilità della Provincia di Lecco, responsabile della viabilità sul cavalcavia, e li ha ripetutamente sollecitati alla immediata chiusura della strada provinciale SP49 nel tratto comprendente il cavalcavia. Gli addetti della Provincia hanno richiesto un’ordinanza formale da parte di Anas che implicava l’ispezione visiva e diretta da parte del capocentro Anas, il quale si è attivato subito, ma proprio mentre giungeva sul posto il cavalcavia è crollato. È stato inoltre accertato che il Tir che è precipitato dal cavalcavia provinciale era un trasporto di bobine di acciaio il cui notevole peso non è al momento noto”.

La Provincia smentisce Anas – La Provincia di Lecco fa sapere che la ricostruzione dell’Anas “non collima con le informazioni sull’accaduto in possesso della Provincia di Lecco”.

L’inchiesta – La procura di Lecco compirà accertamenti anche per ricostruire la ‘storia’ del ponte dove, già nel 2006, avvenne un incidente con un autocarro che si era incastrato. Sarà necessario acquisire anche la corrispondenza tra Anas e Provincia di Lecco delle ore precedenti al crollo. Sono state formalizzate dalla procura di Lecco le ipotesi di reato: fascicolo per omicidio e disastro colposo. La magistratura ha disposto il sequestro dell’autoarticolato e dell’intera struttura caduta. Verifiche saranno fatte anche sull’effettivo peso del trasporto eccezionale che ieri percorreva il cavalcavia e che potrebbe averne causato il crollo.

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