Questo è il disprezzo dell’Europa per i popoli

Esteri

Milano 24 Ottobre – È cominciato il solito tormentone autunnale. La lite fra l’Italia e Bruxelles sul contenuto della legge finanziaria. Il governo di Roma che chiede più flessibilità (in sostanza la possibilità di fare più spese in deficit) e Bruxelles che risponde invocando il rigore. Un copione che va avanti ormai da anni. Il risultato sarà quello di sempre: la Ue farà finta di chiudere gli occhi per qualche decimo di deficit in più dell’Italia e Roma risponderà con toni trionfalistici. “Abbiamo rotto le reni all’Europa” sarà il saluto dei nostri governanti ben consapevoli che in realtà si tratta solo di una gigantesca sceneggiata a uso esclusivo del popolo considerato (inevitabilmente) bue.

L’inadeguatezza di Bruxelles ad affrontare le sfide del futuro sta emergendo in queste ore con l’uscita della Gran Bretagna. La Brexit ha dimostrato in maniera evidente che, un’altra Europa è possibile: amica dei popoli e non strutturalmente nemica. Londra si prepara ad aprire trattative bilaterali con gli ex partner europei al termine dei quali conserverà gli stessi vantaggi che aveva prima del referendum del 23 giugno in termini commerciali. Ma non dovrà più osservare le direttiva di Bruxelles sulla lunghezza dei cetrioli o la curvatura della banane. L’orizzonte di libertà del Regno Unito si confronta con i il cieco dirigismo indicato da Juncker nella difesa del “Patto di Stabilità”. Ed è proprio in base a questo impegno che, come ogni anni, Bruxelles manda in onda la trasmissione del braccio di ferro con l’Italia. In questo il “Patto di Stabilità” non molto diverso dai Piani Quinquennali della vecchia Unione Sovietica. Ad accomunarli c’è il disprezzo per la gente comune. Per questa Ue a trazione tedesca i popoli devono sacrificarsi sull’altare del pareggio di bilancio. Ma siamo sicuri che il problema del pareggio di bilancio sia la priorità assoluta degli europei? È proprio questo che vogliamo noi italiani e tutti gli altri popoli costretti a fare i conti l’euro a trazione tedesca. L’Unione Sovietica è caduta perché disprezzava il popolo a vantaggio degli apparati burocratici e agli alti papaveri dello stato e del partito. La crisi esistenziale dell’Unione europea è fatta della stessa materia.

Ernesto Preatoni blog

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.