Truffe all’Inps: pensionato perché non vedente, ex vicesindaco guida e va a caccia

Cronaca

Milano 28 Settembre – I falsi invalidi e coloro che percepiscono assegni e pensioni dall’Istituto nazionale di previdenza sociale senza che ne abbiano tutti i requisiti, oppure ottengono facilitazioni, aiuti e corsie preferenziali alle quali non avrebbero diritto, sono una delle tante piaghe che affliggono il nostro Paese. Forse non la più grave, ma certamente una delle più odiose, in quanto sottrae risorse e opportunità preziose a chi ne avrebbe veramente bisogno, creando così, oltre ad un danno economico per lo Stato, anche una situazione di ingiustizia sociale. Truffe di questo tipo, che un tempo si credevano ad esclusivo appannaggio di certe zone del Meridione d’Italia, in realtà sono da tempo diffuse anche al Nord, a dimostrazione di come il malcostume abiti a tutte le latitudini. Periodicamente la cronaca riferisce di casi in cui i “furbetti” vengono scoperti e sanzionati, e questo ci consola. Ma oltre alle verifiche e alle condanne, servirebbe una profonda e attenta azione riformatrice che modifichi un sistema con troppe zone grigie, che inevitabilmente facilitano, quando non stimolano, comportamenti illeciti.

Oltre il Colle – Ha un deficit visivo e per questo motivo percepisce dal 2007 un assegno d’inabilità dall’Inps di 800 euro al mese. L’uomo, però, Antonio Scolari, 56 anni, ex vicesindaco di Oltre il Colle (comune di 1.500 abitanti nell’alta Valle Serina), imprenditore agricolo, al termine di una serie di controlli effettuati dall’istituto era stato pizzicato a guidare una minicar e una moto da trial, ad andare a caccia e a svolgere qualche lavoretto agricolo. Per questo Scolari, difeso dall’avvocato Marco De Cobelli, è finito a giudizio con l’accusa di truffa e ieri mattina è stato condannato a 1 anno e 4 mesi senza condizionale (il pm Fabrizio Gaverini aveva chiesto 2 anni) e al pagamento di una multa di 600 euro. Il giudice Massimiliano Magliacani ha inoltre disposto la confisca della somma percepita dal 5 dicembre 2007 ad oggi, che l’Inps ha calcolato in 97mila euro. L’ex vicesindaco, laureato, era tecnico informatico in una scuola, dove ha lavorato con continuità fino al 2004, quando le schegge del video di un computer caduto a terra gli erano finite negli occhi. In aula ha sempre respinto le accuse:

«La vista mi si annebbia dopo qualche ora di affaticamento, al mattino ci vedo bene. Due anni dopo l’infortunio ho venduto l’auto per una minicar con cui, solo quando ci vedo, percorro le vie del paese, che conosco a perfezione. La moto la uso su un tratturo, un tragitto di circa 10 minuti che percorro a passo d’uomo per portare a spasso i cani. Quanto al porto d’armi, sono un appassionato di caccia, faccio l’accompagnatore nelle battute di selezione per gli ingulati: con un telescopio identifico l’esemplare da abbattere e do l’ok al cacciatore. Il lavoro nei campi? Bado agli asini e faccio il fieno, senza alcun guadagno: campo esclusivamente con la pensione. Faccio tutto questo per riempire le giornate – ha concluso –, per dare un senso alla mia vita, che dopo l’incidente a scuola è completamente cambiata». Per dimostrare che non è un fannullone in cerca di sussidi, Scolari ha raccontato che, dopo l’infortunio, era anche rientrato al lavoro, il 31 marzo del 2007: «Ma il primo giorno sono caduto dalle scale e mi sono fatto male seriamente».

L’ex vicesindaco è stato invece assolto, come aveva chiesto il pm, dall’accusa di false contestazioni rilasciate al momento del rinnovo della patente e del rilascio del porto d’armi, in quanto aveva detto ai medici dello sfocamento delle immagini ed era riuscito comunque a vedere le lettere dell’esame. ( Il Giorno)

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