Extracomunitari razzisti? Al Parco Nord negano il diritto al gioco ai bambini del quartiere

Milano

Milano 6 Settembre – La segnalazione è di Andrea Pellegrini (Lega Nord), assessore alla sicurezza nel Municipio 9. Ed è una segnalazione che fa riflettere sulla tanto teorizzata integrazione, sui diritti spesso calpestati dei residenti che non sono difesi, sul capovolgimento di certe accuse che vorrebbero gli italiani razzisti e mal disposti nei confronti degli stranieri. Andrea Pellegrini descrive in una lettera inviata al Presidente dell’Ente Parco Nord episodi di ordinaria maleducazione, ma significativi di un clima intollerante. Riportiamo di seguito la lettera “Egr. Presidente del Parco Nord, Come già anticipato telefonicamente nella giornata di ieri (03/09/16), Le ribadisco la necessità di individuare soluzioni che mettano fine agli sgradevoli episodi che in questi mesi estivi si sono più volte succeduti.

Come Lei ben sa, al Parco Nord in zona Via Arezzo / V.le Berbera è situato un campetto da calcio ad uso pubblico fruito da numerosi frequentatori, al sabato e alla domenica viene utilizzato anche dai ragazzi della zona (dagli 8 ai 17 anni), ma in diverse occasioni gli stessi sono stati malamente allontanati dal campo da gruppi di persone di origine extracomunitaria in prevalenza sudamericana ed araba anch’essi assidui fruitori dell’area in oggetto.

Ieri sera ho ricevuto un’altra e-mail da un gruppo di genitori amareggiati per quanto accaduto; inoltre mi hanno informato che i loro bambini si sarebbero offerti di giocare assieme pur di poter rimanere nel campo, ma anche questa loro proposta gli è stata negata, pertanto hanno dovuto abbandonare il campo.

parco-nord-milano centro prima acoglienzaVisto i ripetuti e sgradevoli episodi, chiedo a Codesto Ente, che, nei giorni del sabato e della domenica e negli orari pomeridiani, siano presenti in loco delle Guardie del Parco Nord a tutela dei bambini e del lorosacrosanto diritto al gioco.

Desidero inoltre comunicarLe che per via della massiccia presenza di migranti/profughi nel centro di prima accoglienza della Croce Rossa a Bresso, e del loro continuo andirivieni, da e per il Parco, si renderebbe necessaria la presenza costante del personale atto al controllo e al presidio del luogo.

Purtroppo molte persone, in particolare donne e ragazze, per timore di essere infastidite, hanno dovuto modificare le loro abitudini, ed in alcuni casi decidere loro malgrado di non frequentare più il Parco Nord.”

Una sola domanda all’assessore Rozza: quando si capirà che Milano è dei milanesi, innanzi tutto?

Milano Post

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