Museo scienza e tecnologia: Memorie Leonardesche, i portelli della chiusa naviglio Martesana

Cultura e spettacolo

Milano 3 Maggio – MEMORIE LEONARDESCHE: I PORTELLI DI CHIUSA DEL NAVIGLIO MARTESANA.
Una giornata di studi per presentare le indagini realizzate su un oggetto significativo della storia di Milano.
Martedì 3 maggio 2016 ore 9.30 -12.30 – Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia
Ingresso da Via Olona 6, Milano

 Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia organizza oggi dalle 9.30 alle 12.30 il convegno “MEMORIE LEONARDESCHE. I PORTELLI DI CHIUSA DEL NAVIGLIO MARTESANA” per un confronto sui risultati ottenuti dallo studio effettuato su due coppie di grandi portelli in legno provenienti dal Naviglio Martesana. L’obiettivo della campagna, realizzata nell’ambito del progetto Sliding doors: 600 anni di eccellenza tecnologica lombarda, promosso dall’Università degli Studi di Milano-Bicocca in collaborazione con l’Università Statale degli Studi di Milano e il Politecnico di Milano, finanziata dall’Unione Europea tramite Regione Lombardia, è quello di preparare un processo di restauro che permetta di esporre i grandi portelli di chiusa all’interno del Museo. Le indagini effettuate permettono di supportare la ricerca nell’approfondimento della storia delle chiuse, cercando di chiarire i problemi relativi alla ricostruzione cronologica, l’evoluzione strutturale e lo stato di conservazione del manufatto. I portelli delle chiuse, provenienti dal Naviglio Martesana e descritti da Leonardo da Vinci, rappresentano un esempio di eccellenza per l’ingegneria idraulica lombarda rinascimentale e raccontano un episodio centrale della storia e dell’identità di Milano.

CENNI STORICI DELL’OGGETTO – Al Museo sono presenti due coppie di portelli di chiusa, la cui storia si sovrappone e si confonde nel corso della seconda metà del Novecento. La prima coppia proviene dalla Conca di San Marco, smantellata nel 1935 alla fine dei lavori per la copertura del Naviglio Interno; i portelli vengono concessi in deposito alla Civica Siloteca grazie all’opera del suo direttore, Raffaele Cormio. Nel secondo dopoguerra la Siloteca viene trasferita negli spazi delle Cavallerizze dell’ex monastero di San Vittore, che dal 1953 diventerà sede del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica. Nel 1963 questi portelli vengono esposti nell’atrio di Palazzo Reale in occasione della mostra “Vie d’acqua da Milano al mare”, su allestimento di Achille e Pier Giacomo Castiglioni. La seconda coppia proviene dalla conca della Cassina di Pomm, smantellata all’inizio degli anni ’60, alla fine dei lavori di copertura del Naviglio Martesana lungo via Melchiorre Gioia. Nel 1967 viene data in deposito al Civico Museo Navale, che si trovava  all’interno degli spazi dell’ex monastero di San Vittore.  I portelli di chiusa del Naviglio Martesana sono disegnati con grande precisione da Leonardo da Vinci in alcuni fogli del Codice Atlantico, a partire dal rilievo presente nel foglio 656a r, datato al 1493-95. Questi studi coincidono con le disposizioni date da Ludovico il Moro affinché il Naviglio venisse collegato alla fossa interna: per superare il dislivello verranno costruite le tre conche della Cassina di Pomm, dell’Incoronata e di San Marco. La vivacità della scuola idraulica lombarda è per Leonardo fonte di studio e costituisce un’esperienza di formazione importantissima nei suoi anni milanesi. Sono soprattutto i canali artificiali della città a colpire la sua attenzione, dal Naviglio Grande, capolavoro di ingegneria medioevale, al Naviglio Martesana, costruito dall’ingegnere Bertola da Novate su ordine del duca Francesco Sforza per collegare il fiume Adda a Milano. L’impresa, iniziata nel 1457, viene portata a termine nel 1471 con la confluenza del Naviglio nel torrente Seveso alla porte di Milano.

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