Mons. Negri ci ricorda chi sia il nostro prossimo

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Milano 30 Aprile – Il povero e lo straniero sono figure evangeliche. Mi ha sempre affascinato come, improvvisamente, il povero straniero abbia cominciato a valere doppio sul povero autoctono. È un meccanismo mentale piuttosto recente, in passato è sempre apparso chiaro l’ordine naturale delle cose e degli aiuti. Oggi no, oggi siamo così generosi con chi viene da fuori da dimenticarci delle mille storie di sofferenza non ostentata dei nostri concittadini. A riportare un minimo di equilibrio ci pensa il vescovo di Ferrara, Monsignor Negri. Il suo appello cadrà, probabilmente, nel vuoto, soffocato da un pesantissimo equivoco. Un passo indietro. Oggi si parla di accogliere i profughi di guerra. Oggi, per la verità, non ci sono mai state così poche guerre nel Mondo. Oltre alla Siria ed ai quadri Somali e Libici, il numero di guerre in Africa e Vicino Oriente è piuttosto ridotto. Catastrofi climatiche tali da causare sommovimenti di milioni di persone nemmeno. Restano due grossi fattori di fuga: l’economia e le discriminazioni. Passiamo subito alle seconde: chiedere asilo politico per aver idee diverse da un dittatore o per il proprio orientamento sessuale è estremamente comodo. Difficile smentirlo. Difficile rischiare di rimandare indietro una persona così a rischio. Ridicolo pensare a centomila esuli politici all’anno dall’Africa. E qui siamo al secondo equivoco. Quando si parla di motivi economici non dobbiamo lasciare fregare dalla propaganda. Sognare un futuro migliore non può includere iniziare la permanenza con un reato. Superati gli equivoci ci troviamo di fronte ad un vescovo che dice delle cose di buon senso. Ed ovviamente dire cose di buon senso oggi crea scandalo. Nel Pd in primis. Quelli che candidano i Fratelli Mussulmani in lista non prendono di solito molto bene critiche al loro modello di integrazione. Che parte dal principio che, nel mondo, tutti meritano ugualmente il nostro aiuto. Che posizione idiota. Posto che non tutti possono ugualmente essere aiutati, o vogliano esserlo, come decidiamo di discriminare? Come dite? È brutto discriminare? Può essere. Ma in che altro modo posso decidere? Badate bene che questo ragionamento è speculare all’”aiutiamoli a casa loro”. In entrambi i casi si pretende di includere nei ragionamenti miliardi di persone.

L’approccio del Monsignore è, invece, di assoluto buonsenso. E questo destabilizza. Volete mettere Pisapia che sgombera i negozi temporanei (che aveva voluto lui) in Centrale per mettere i profughi in vetrina? O le candidature PD per i Fratelli Mussulmani? Queste persone stanno caricando il clima, nella speranza che la destra sbagli, si sbilanci ed inciampi. Mons. Negri chiede di tenere conto degli Italiani, ed il Comune di Milano paga gli Italiani che accolgono gli immigrati. Il prelato teme la guerra tra poveri, Pisapia taglia i fondi agli oratori, ma aumenta tasse ed aiuti ai soggetti che si occupano di Rom. Oggi la contrapposizione non è più ideologica. È pratica. Da una parte c’è gente accecata dall’ideologia e dall’altra gente di buonsenso. Voi da che parte state?

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