Nessuna pietà per i martiri di Bruxelles: il no alla preghiera dai capi islamici

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Milano 29 Marzo – I capi islamici dettano le loro leggi di ferocia intellettuale, dopo la violenza: no, non si deve pregare per i martiri innocenti della strage di Bruxelles. E nelle Moschee l’obbedienza è stata acritica e quasi unanime. Questi i fatti che annullano il valore di tante parole vuote recitate in pubblico come una litania dai cosiddetti musulmani moderati. Il racconto è di Avvenire “Venerdì scorso il Consiglio esecutivo islamico di Bruxelles ha rifiutato di concedere agli imam una preghiera congiunta per le vittime della strage dal momento che le preghiere dei musulmani possono essere rivolte solo ai musulmani. “I kefir – hanno spiegato – non possono essere destinatari della preghiera del venerdì”Non tutti i membri del Consiglio islamico di Bruxelles erano d’accordo, ma la maggioranza ha respinto la proposta.  Respinto anche il minuto di silenzio da tenere in memoria delle vittime delle stragi. Ma è stata anche disapprovata la proposta di far recitare agli imam la sura Al Fatiha, cioè il primo versetto del Corano che mostra pietà per il prossimo, per chi ha perso la vita negli attentati. Quella  pietas  del grande Virgilio che può essere considerato il primo grande intellettuale d’Europa, che ci ha insegnato l’etica del vivere secondo la pietas, come valore fondante dell’esistenza, come dovere e impegno, come sentimento civile, allora come elemento di coesione della civiltà antica, oggi dell’Europa e del mondo. Pietas è rispetto, giustizia, condivisione e condizione di libertà. Pietà come partecipazione commossa e doverosa nel dolore, ci ha insegnato la religione cristiana. A cui si aggiunge quel sentimento di fratellanza che è abbraccio, senso di appartenenza alla grande famiglia umana. E il tuo dolore è il mio. E la preghiera diventa un gesto comune, una speranza di salvezza, là dove gli innocenti, i martiri, hanno un posto privilegiato, là presso quel  Dio che sarà giusto e misericordioso.

Fa paura e indignazione e rabbia l’assenza di pietà. Perché fotografa “impietosamente” l’assenza del cuore.

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