Conti pubblici, la Ue prepara il richiamo all’Italia

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Milano 7 Marzo – Volente o nolente, l’Italia tornerà al centro dell’attenzione europea per via dei suoi conti pubblici, sempre controversi. Tra lunedì e martedì sia i ministri delle Finanze della zona euro che la Commissione europea dovranno dare proprie valutazioni, in particolare per quanto riguarda il debito. L’esecutivo comunitario considererà probabilmente gli squilibri macroeconomici italiani sempre eccessivi, ma senza per questo aprire una formale procedura. I ministri delle Finanze della zona euro si riuniranno qui a Bruxelles oggi Tra le altre cose, discuteranno delle ultime previsioni economiche della Commissione europea  La discussione sarà «di routine», ha spiegato un funzionario. Lo sguardo correrà a quei paesi che in novembre, al momento della presentazione della loro Finanziaria, sono stati giudicati a rischio di violazione delle regole del Patto di Stabilità. Tra questi: l’Austria, la Lituania, la Spagna, e l’Italia.
Allora, i ministri notarono a proposito dell’Italia che «nuove misure potrebbero essere necessarie per migliorare lo sforzo strutturale». Roma ha presentato una Finanziaria 2016 che prevede l’uso di flessibilità di bilancio per via di nuovi investimenti e nuove riforme, oltre che per la spesa dovuta all’emergenza rifugiati. L’obiettivo del governo è di sostenere la fragile ripresa. Per scongiurare procedure per debito eccessivo deve però limitare la deviazione dal cammino verso il pareggio di bilancio.
La Commissione ha già detto che aspetterà maggio prima di dare un suo giudizio sulla Finanziaria del 2016. A quel punto vi saranno certezze sull’andamento delle finanze pubbliche nel 2015. È probabile che oggi l’Eurogruppo noterà che le previsioni di Bruxelles mostrano un aumento del deficit strutturale tra il 2015 e il 2016 dall’1,0 all’1,7% del Pil (1,5% in autunno). Inevitabilmente, a influenzare il dibattito sarà anche un rapporto comunitario di gennaio che i ministri discuteranno martedì.
La Commissione pubblicò due mesi fa una relazione triennale sull’andamento del debito in tutti i paesi dell’Unione. Il rapporto non potè fare a meno di sottolineare i rischi italiani (e di altri 15 paesi), almeno nel medio termine. Sia nel breve termine che nel lungo termine, l’esecutivo comunitario aveva espresso una certa fiducia  Il debito pubblico italiano, atteso in calo quest’anno, dovrebbe essere stato del 132,8% del Pil l’anno scorso.
Infine, la stessa Commissione dovrebbe pubblicare martedì a Strasburgo il giudizio politico sull’analisi degli squilibri macroeconomici di cui sono oggetto 18 paesi dell’Unione. L’Italia è guardata a vista per via di alto debito e bassa competitività. Già l’anno scorso Bruxelles aveva considerato il paese alle prese con squilibri eccessivi, notando situazioni a rischio in cinque campi su quattordici: quote di mercato, debito pubblico, disoccupazione, disoccupazione di lungo termine e disoccupazione giovanile.
Secondo le ultime informazioni, il collegio dei commissari dovrebbe considerare gli squilibri sempre eccessivi, ma senza aprire una procedura sanzionatoria, anche perché il rapporto-paese associato al giudizio politico e pubblicato appena dieci giorni fa è stato cautamente incoraggiante «Nel complesso – si leggeva nella relazione – l’Italia ha compiuto qualche progresso nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese del 2015».
Spiegava ieri un esponente comunitario: «Il collegio dei commissari potrebbe decidere di inviare ad alcuni paesi a rischio» sul fronte del deficit una comunicazione nella quale «verrebbero ricordate le conclusioni» preliminari relative alle Finanziarie per quest’anno «alla luce delle ultime previsioni d’inverno». La scelta politica è delicata. Bruxelles non vuole né imporre scelte che possano pesare sulla ripresa, né aizzare gli animi. Nel contempo vuole mantenere sul chi vive i paesi a più alto debito.
Parlando da Londra, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan si è limitato a confermare che «con Bruxelles è in corso una discussione normale per verificare i dati del 2016 di finanza pubblica e quindi con il Def, il documento di economia e finanza di aprile, troveremo una soluzione definitiva sia del quadro di finanza pubblica sia delle previsioni di crescita». Novità sostanziali quindi vi saranno in maggio quando Bruxelles illustrerà il giudizio sulla Stabilità 2016 e nuove raccomandazioni-paese.

Beda Romano (Il Sole 24 Ore)

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