Denaro della ‘ndrangheta per comprare una farmacia a Milano

Cronaca

Milano 2 Marzo – Soldi sporchi per comprare una farmacia e favorire così un’organizzazione criminale: arrestato il direttore di un ufficio postale della provincia di Reggio Calabria. L’accusa per G.S. 56 anni, è di aver impiegato denaro di provenienza illecita, aggravato dalla finalità di favorire la ‘ndrangheta. Secondo le indagini coordinate dalla Direzione distrettale antimafia di Milano, oltre 200mila euro sarebbero stati usati da personaggi legati alla ‘ndrangheta per acquistare una farmacia a Milano. Sono in corso perquisizioni in Lombardia, Piemonte e Calabria.

Secondo le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Milano e coordinate dalla Direzione Distrettale Antimafia di Milano, a cui ha partecipato la Sezione di Polizia Giudiziaria – Guardia di Finanza della Procura della Repubblica di Milano, il denaro sarebbe provento di traffico di stupefacenti di famiglie criminali in vista della Calabria.

G.S. avrebbe impiegato nel 2006 la somma di 217.980 euro per acquistare la farmacia di piazza Caiazzo. Le indagini della squadra mobile e della guardia di finanza si sono basate principalmente sull’analisi di numerosa documentazione bancaria. Era direttore del lungo tempo dell’ufficio postale di Siderno da oltre 20 anni. Ci sarebbero anche una decina di indagati a piede libero ma sono tuttora in corso accertamenti. Il pm Paolo Storari ha riferito che “in 20 anni di servizio nei confronti di Strangio non c’era mai stata una segnalazione sospetta, e lui aveva versato 800mila euro sui suoi conti”. I 220mila euro investiti nella farmacia di Caiazzo sono parte del denaro derivante da traffici di droga “da miliardi di vecchie lire, investiti in ambito immobiliare“. “L’indagine va vista nel contesto generale, in merito alla presenza della ‘ndrangheta nella sanità – ha commentato Storari – la sanità permette di restituire favori in vita quotidiana ed é un buon ambito per fare salto in mondo politico”.

“È una misura cautelare, resta ad oggi la presunzione di non colpevolezza ma riteniamo ci siano elementi di accusa importanti”, così ha commentato Ilda Boccassini il pm della Dda di Milano. “È un segnale di quanto la ‘ndragheta calabrese incida sulla sanità, uno dei gangli vitali del nostro vivere civile”. Il magistrato ha sottolineato “la sinergia tra squadra mobile, polizia giudiziaria, Dda e guardia di finanza, con la partecipazione della polizia municipale. Perchè una tale sinergia può portare all’accertamento di fatti così gravi”.

Piena collaborazione anche da parte di Poste Italiane, “nelle richieste di vedere conti bancari, soddisfatte in tempi rapidissimi, e nelle ispezioni”. In concomitanza con l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare, è in corso nell’ufficio di Siderno una ispezione da parte dell’organismo interno delle Poste che si occupa di autoriciclaggio. “Un segnale importante” secondo Boccassini che si è detta “sorpresa” esaminando i conti e scoprendo che “mai era stata fatta una segnalazione di riciclaggio“. Altro elemento del caso Siderno sottolineato è stato il percorso professionale dei figli delle persone coinvolte. In particolare della figlia di G.S. che da giovane, nel periodo dell’acquisto della farmacia di piazza Caiazzo, nel 2006, aveva scelto di laurearsi in farmacia. Di recente, ha iniziato a lavorare da dipendente proprio nella farmacia milanese coinvolta. Il suo non sarebbe l’unico caso di scelta di facoltá di farmacia nelle nuove generazioni delle famiglie di ‘ndrangheta coinvolte. (Il Giorno)

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