Da Milano a Palermo, i prezzi al consumo congelati in dieci grandi città

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Milano 23 Febbraio – Sono dieci le grandi città italiane che mostrano a gennaio un indice dei prezzi al consumo fermo o in deflazione su base annua. In particolare, i prezzi restano fermi su base tendenziale a Milano, Firenze, Perugia, Palermo, Reggio Calabria e Ravenna. Flessioni dell’indice si segnalano invece a Bari (-0,3%), Potenza (-0,2%), Trieste(-0,2%) e Verona (-0,1%). Per quanto riguarda i capoluoghi delle regioni e delle province autonome, Venezia, Aosta, L’Aquila e Bolzano (+0,6% per tutti e quattro) sono le città in cui i prezzi registrano gli incrementi più elevati rispetto a gennaio 2015. Seguono Bologna (+0,5%), Napoli, Genova e Trento (+0,4% per tutti e tre), Ancona (+0,3%), Torino, Cagliari, e Catanzaro (+0,2%) e Roma (+0,1%). Con riferimento ai comuni con più di 150.000 abitanti che non sono capoluoghi di regione, si riscontrano aumenti dei prezzi rispetto a gennaio 2015 per quasi tutte le città. L’incremento più elevato interessa Parma (+0,9%), i piu’ contenuti sono quelli di Padova, Catania e Modena (+0,2% per tutti e tre i comuni).

Aumenta l’inflazione L’inflazione a gennaio aumenta dello 0,3% su base annua (era +0,1% a dicembre). L’Istituto parla di “lieve rialzo”. In termini congiunturali i prezzi al consumo diminuiscono invece dello 0,2%.Il rincaro del cosiddetto carrello della spesa a gennaio frena: l’aumento su base annua dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona si ferma a 0,3% da 0,9% di dicembre. Si annulla così la forbice tra l’inflazione rilevata per il carrello della spesa, di solito più “salato”, e quella generale.

Salgono prezzi computer e tablet Si riscaldano i prezzi di computer, portali e tablet. I listini del settore, che l’Istat raggruppa nella tipologia “Apparecchi per il trattamento dell’informazione” hanno di solito sempre mostrato il segno meno. A gennaio invece l’indice dei prezzi nel comparto rialza la testa, come non avveniva dall’agosto del 2012, quindi da tre anni e mezzo, se si guarda il tasso tendenziale, arrivato a +6,3%. E in aumento risulta anche il dato mensile (+5,0%).

Consumatori, lieve aumento L’Istat confermando il tasso di inflazione “in lievissimo rialzo a gennaio”, a 0,3%, dà anche prova delle “discrepanze che abbiamo più volte denunciato relativamente alla crescita spropositata di alcune tariffe”. Così Federconsumatori e Adusbef commentano gli ultimi dati, in una nota congiunta. “Come è possibile che, a fronte di un incremento del tasso di inflazione negli ultimi quattro anni del +4,7%, nello stesso arco di tempo, si verifichino aumenti del servizio idrico del +22%?”, si chiedono le sue associazioni a tutela del consumatore. “Va ancora peggio nel settore dei trasporti: solo nell’ultimo anno le tariffe autostradali sono aumentate dal 3,4% al 6,5%, mentre l’inflazione registra il +0,1% nel 2015. Tutto ciò dimostra che ci troviamo di fronte ad intollerabili meccanismi speculativi a cui il Governo deve mettere fine con la massima urgenza, attraverso attenti monitoraggi e determinate azioni di contrasto”. (Il Tempo)

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