Contenti del Grande Fratello elettronico ?

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Milano 29 Gennaio – Iva pre-compilata e fatturazione elettronica sono gli strumenti annunciati dal viceministro dell’Economia, Luigi Casero, per il 2017. A detta sua, nell’intervista che ha rilasciato a La Repubblica, serviranno a combattere l’evasione e a semplificare la vita del contribuente. A prima vista sarebbe un’ottima notizia, se non altro perché consentirebbe di evitare abusi di Stato (come lo spesometro) e dovrebbe semplificare la vita dei contribuenti. A un esame più attento, però, non è una buona notizia per i contribuenti.
Solo se ci si pone dal punto di vista dello Stato, possiamo trovare un vantaggio nel sapere con estrema precisione quanto un professionista sta fatturando e, di conseguenza, tassarlo nella “giusta” misura. In assenza di strumenti di rilevamento più efficaci, lo Stato ha sempre avuto la tendenza a stimare guadagni maggiori, su cui prelevare tasse proporzionate, a costo di far fallire chi, quei guadagni, non se li sogna neppure. È questa la logica degli studi di settore, tuttora in vigore e dello spesometro, che è ancora più arbitrario perché presuppone che a certe nostre spese corrisponda un determinato guadagno. Dal punto di vista dello Stato, dunque, i nuovi strumenti permetteranno di prelevare il necessario, più rapidamente, più diffusamente e senza far fallire nessuno: chi fallisce, infatti, cessa di contribuire al “bene comune”. Non si scappa: chi emette fattura, paga. Quindi è uno strumento utile anche alla lotta all’evasione.
C’è solo una categoria che sfugge ancora: quella del professionista che si fa pagare in contanti e non emette fattura, in nero dall’inizio alla fine della sua prestazione. Ma per quello esistono i Pos obbligatori che ogni professionista deve avere per obbligo di legge. Il professionista che non è in nero dall’inizio alla fine della sua professione, quello che è legalmente inesistente fin dall’inizio della sua attività, viene beccato molto più facilmente. Per completare la transizione ad un sistema elettronico a prova di lavoro nero, potrebbero essere aboliti i contanti. Cosa che, per altro, viene proposta in continuazione negli ultimi quattro anni e non solo in Italia. A questo punto, quando avrai fatturazione elettronica e Pos obbligatorio per ogni professionista, passare all’obbligo della moneta elettronica, con abolizione del contante, sarebbe un passaggio immediato. Tutto ciò, come abbiamo detto all’inizio del periodo, è bellissimo solo se ci si pone dal punto di vista dello Stato.
E’ un bel futuro anche per noi contribuenti? Dipende. Tu ti fidi ciecamente dello Stato? Se la risposta è sì, allora hai di fronte un futuro radioso. Se la risposta è no, allora preparati al peggio. Perché quando lo Stato avrà letteralmente in mano i tuoi conti, potrà farne quello che vuole. Potrà calcolare la soglia massima di tassazione prelevabile da ogni cittadino e prendersela senza problemi. Lo Stato ha interesse a lasciarti in vita, a non farti fallire, perché così potrà continuare ad avere gettito. Ma è possibile che calcoli la soglia massima di tasse che tu puoi pagare (un punto percentuale meno della tua morte professionale/fisica) e prendersela, lasciandoti il minimo indispensabile per la sussistenza. Il tuo interesse è infatti quello di lavorare per fare profitto. Ma l’interesse dello Stato è quello di aumentare la sua spesa pubblica, coprendola con le tue tasse. E nel frattempo ti insegna che il profitto è moralmente riprovevole.
Però l’evasione non è un’alternativa valida, si dirà. Certamente no. Ma, a parte il fatto che anche l’introduzione della fatturazione elettronica non servirà a combattere i grandi evasori (che hanno tante altre possibilità di usare l’informatica per aggirare ogni controllo), un politico razionale dovrebbe comprendere che l’evasione è un sintomo, non la malattia. Se hai un altissimo tasso di evasione, è perché c’è qualcosa che non va nel tuo sistema. E il nostro problema non è quello del fisco “difficile”, è semmai quello del fisco “esoso”. Finché le tasse italiane rimarranno le più alte d’Europa, sarà tanto inutile introdurre semplificazioni: la malattia non verrà curata.
Stefano Magni (L’intraprendente)

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