L’uomo del Petrolio ha detto: boh

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Milano 29 Gennaio – Leonardo Maugeri, intervistato ieri dall’Huffinghton Post (http://www.huffingtonpost.it/2016/01/28/leonardo-maugeri-petrolio_n_9096396.html?utm_hp_ref=italy), è colui che nel 2012 previde il crollo del Petrolio. Oggi, ci dice, il petrolio resterà basso, ma il peggio deve ancora

Leonardo Maugerivenire. Perchè si attesterà sui 25 dollari e questo, stranamente, non innescherà la crescita. Stranamente. L’uomo delle previsioni profetiche proprio non si capacita. Dice che i fondi sovrani si stanno svendendo la nonna per tenere il livello delle ricchezze dei paesi petroliferi intatto. Ma a 25 dollari dovranno fermarsi e tagliare la produzione. Per fortuna abbiamo la Cassandra de noaltri, altrimenti non lo avremmo mai capito. Peraltro 25 è più o meno come il 42, la risposta a tutte le domande nel libro “Manuale Galattico degli Autostoppisti”. In ogni caso la dinamica di mercato prevede che a quel punto l’Arabia Saudita dica “scusate, stavamo scherzando” e tagli la produzione. Così il suo amichetto Iran ed il suo miglior amichetto Putin potranno vivere felici e contenti. Ed il suo principale competitor, gli Usa, potranno cominciare la loro irresistibile crescita con lo shale oil. Resta da capire perchè abbiano iniziato questa iper produzione, se l’obiettivo era cedere dopo sei mesi. Resta, inoltre, da capire se vi sia un qualche legame, la butto là, eh, con la politica monetaria di rialzo dei tassi Usa. Non ci viene, ovviamente, detto, ma forse e dico forse, continuare a pompare soldi nel sistema economico mondiale ha qualcosa a che vedere con la tempesta perfetta che stiamo vivendo. Usiamo un immagine. Se ho una tazza con poca acqua, quando la scuoto l’acqua non si rovescia molto liquido. Se la tazza è strapiena, l’acqua esce anche mescolando con un cucchiaino. Oggi siamo di fronte ad un violento brivido con in mano una tazza piena di qualcosa di scuro e fumante, che non mi pare cioccolata calda. Il problema è che la soluzione al problema è riempirla ulteriormente, anche se stavolta a versare non sono gli Usa, ma l’Europa. Ha ragione Maugeri a dire che se ne beve molta meno, ma il problema principale è che anche fossimo assetati da morire la proliferazione del liquido non può più essere arrestata. Come in Fantasia, l’apprendista stregone ha risvegliato la magia, ma non la può controllare. Nel 2008 il maelstrom nacque da una onda anomala di disoccupazione che fece esplodere il sistema immobiliare Usa, oggi rischia di essere la produzione di greggio Iraniano, unito alla folle corsa dell’Arabia Saudita verso il nulla, nella speranza che gli altri concorrenti si spaventino abbastanza da saltare giù.

Ad oggi gli unici davvero preoccupati paiono Russi e Venezuelani. Gli Iraniani hanno cento miliardi in più dal nulla, ed averne duecento sarebbe carino, ma non è vitale. Gli Americani sono vicini all’autosufficienza ed anche secondo Maugeri i fallimenti delle compagnie che hanno investito sullo shale oil risulteranno solo nel consolidamento strutturale del sistema. Sarà probabilmente più doloroso di quanto sembri, ma nel complesso la palla sta sempre nel campo Saudita. Butto là una considerazione, io non escluderei di principio che gli Arabi stiano pensando di restringere la produzione per selezione naturale quando Brasile e Venezuela smetteranno di trovare conveniente produrre a questi prezzi. La situazione è comunque in evoluzione e su una cosa concordo con l’intervistato: in Italia chi ci guadagna da questi bassi costi è lo Stato, non il cittadino.

Però non tutti i mali vengono per nuocere. Grazie alle accise finalmente potremo conquistare l’Abissinia e trovarci un posto al sole come conviene ad un Impero figlio di Roma. Eja Eja Alalà.

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