A sinistra, basta la parola per essere onesti

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Milano 23 Gennaio – I comuni mortali devono dimostrare di essere onesti, con il comportamento, con il senso dell’opportunità, con il buon senso A sinistra per quella “superiorità morale” sbandierata in ogni occasione, affermata con forza anche quando è manifesto il contrario, l’onestà basta dichiararla con convinzione, basta non ammettere la prova contraria. Con l’arroganza che un piedestallo immaginario compete a chi per anni si sente intoccabile e inattaccabile. Ed è questa supponenza che dovrebbe far riflettere sui caratteri e sulla “onestà” delle persone. E se la Boschi ha, praticamente, assolto il padre con “è una persona per bene” liquidando i suoi comportamenti a dir poco discutibili con un atto di fede, oggi Sala con un tranchant “non accetto illazioni sulla mia onestà” pretende un altro atto di fede, senza alcuna possibilità di critica o di approfondimento. Perché così si pensa a sinistra. Perché così la presunzione suggerisce I fatti dell’affaire sulla sua casa a Zoagli sono noti

Il tempo chiarirà commistioni ed eventuali conflitti di interesse, ma il vizietto di una sinistra troppo sicura di sé che non accetta né critiche è un’abitudine davvero antipatica. Non basta la parola dell’interessato. Ed è a dir poco stucchevole il dogmatismo di un’area politica che ha sempre ragione, che nega l’evidenza, che vuol piegare gli avvenimenti e la palese disonestà di molti con giustificazioni ridicole. Dai tempi delle valigette piene di soldi provenienti da Mosca al caso Etruria, passando attraverso le commistioni e gli illeciti delle varie Coop, la sinistra dovrebbe solo star zitta e fare un bagno di umiltà. Perché ha molto da farsi perdonare in tema di onestà.

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