Natale: le colonne sonore internazionali per questi giorni di festa

Cultura e spettacolo

Milano 22 Dicembre – Dal giorno dopo Thanksgiving, a fine novembre, negli Usa attaccano a martello dovunque: dalle radio ai mall non c’è modo di sottrarre le orecchie alle canzoni di Natale. Genere popolarissimo quanto vischioso, che adora il passato ma si sta aprendo timidamente al presente, favorisce gli acquisti compulsivi e finisce per far detestare al centesimo ascolto capolavori come White Christmas , pure se cantato da Frank Sinatra.

La tradizione resiste al tenace radicamento del rap e ha indotto da tempo molte star – da Mariah Carey a Michael Bublé e Céline Dion – a cimentarsi nel genere, sinonimo di cassa sicura. Pure quest’anno ci provano in molti, da Kylie Minogue al gigantesco Ru Paul, dall’intrepida India. Arie fino a Tony Hadley ex Spandau, che come si sa ha inciso in Italia. Nel nostro Paese siamo assai più tiepidi degli yankees anche se un po’ con i classici ci diamo dentro; qualcuno come l’immensa Mina, Mario Biondi e Il Volo (guardando però agli Usa) ci ha provato con buoni esiti, ma quest’anno il fenomeno è ridotto.

La nostra sorpresa più natalizia è l’album Jazzy Christmas con il Paolo Fresu Quintet, mentre due beniamini delle folle si son tenuti prudenti sul singolo: Eros Ramazzotti canta che la festa non dev’essere di maniera in Buon Natale (se vuoi), e di Cesare Cremonini è diventata un coro su Radio Deejay la fumettosa Eccolo qua il Natale. Inventiva, comunque, se ne vede poca; e sì che gli stimoli non mancherebbero.

TROMBA E BANDONEON

Una chicca per gli appassionati di jazz o anche solo della tromba setosa di Paolo Fresu: l’album Jazzy Christmas è infatti la cronaca di un concerto dell’Avvento a Sassari, con il suo quintetto e con Daniele Di Bonaventura al bandoneon. Si apre (non ci crederete) con White Christmas, riscattata dalle ripetitività nel dialogo fra tromba e bandoneon, il pianoforte che entra improvvisando, il basso che s’infila. E si prosegue con ulteriori must, fra Have Yourself a Merry Little Christmas (altro tormentone) e brani della tradizione sarda (In Sa Notte PrufundhaNaschid’Est in Sa Cabanna) che nulla hanno da invidiare. ChiudeAdeste Fideles. 

IL TOCCO DI CHRIS MARTIN

L’ex Barbie del pop internazionale Kylie Minogue piazza con Christmas qualche sorpresa, come il duetto virtuale con Sinatra in Santa Claus is Coming to Town in glorioso swing, e uno reale con quel gattone di Iggy Pop in Christmas Wrapping. Il ripescaggio alla Marilyn di Santa Baby fa rimpiangere Eartha Kitt, sempre la migliore in questo brano delizioso. Molto Anni ‘50 è qui Kylie, ma così caramellosa. E caramellosetta come qualunque cosa lei tocchi è anche Every Day’s Like Christmas, un tocco d’attualità firmato da Chris Martin.

RAPPER, BISCOTTI E RISATE

(In «Slay Belles» la monumentale drag queen Ru Paul fra disco e hip-hop)

La monumentale drag queen Ru Paul ha 55 anni, è un tipo sempre allegrone e ha apparecchiato con Slay Belles una festa di Natale un po’ beffarda nella quale invita a mangiare i suoi biscotti fatti in casa o chiede in regalo il patrimonio di Oprah Winfrey e parla, parla (troppo), mentre festeggia fra disco, hip-hop, Anni ‘80, con ospiti rapper (Big Freedia) e i muscolosi boys della sua Pit Crew.

BALLADS CON GLI AMICI

Qui siamo in pieno stile Motown. Nell’album Christmas with Friends di India.Arie and Joe Sample anche classici tormentoni natalizi come Let It Snow Silent Night ricevono dalla bella voce jazzy di India una cura ristrutturante fra swing e ballads, con l’aiuto di Joe Sample, il tastierista dei Crusaders scomparso l’anno scorso. Fra gli ospiti, Tory Kelly in Favorite Time of the Year e Dentley dei Take 6 in God Rest Ye Merry GentlemenMerry Christmas Baby è una delizia blues con Michael McDonald.

Marinella Venegoni (La Stampa)

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