Milano, l’appello inascoltato degli architetti: “Proteggiamo i ponti dei Navigli dalla pubblicità”

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Milano 15 Dicembre – Ancora una volta dobbiamo riferire dell’insensibilità della Giunta Pisapia per l’Arte e la Storia. Repubblica.it rende noto: “L’appello arriva dai principali protagonisti dell’architettura milanese. E ha un obiettivo preciso: “Proteggere quelle infrastrutture che, al pari di una chiesa o di un palazzo storico, hanno un rilievo culturale per la città. E che, se valorizzate, potrebbero permettere il rilancio dell’area in cui si trovano”, dice l’architetto Alberico Belgiojoso. Sono i ponti in ferro dei Navigli e quelli in cemento e mattoni della cerchia ferroviaria di Milano, in viale Monza e via Padova.

Che risalgono agli anni Venti e Trenta del Novecento, “e oggi sono tappezzati di cartelloni, nonostante si trovino in zone sottoposte a vincoli paesaggistici”, ragiona Belgiojoso, architetto e docente al Politecnico, presidente dell’associazione Architetti per Milano. Che si batte per la rivalutazione dei ponti storici. A partire dai due, in ferro, che si trovano sui Navigli Grande e Pavese, “e che in altre città – assicura il vice presidente dell’associazione, Gianni Zenoni – vengono protetti e valorizzati. Senza pubblicità a ricoprirli”.

Si chiamano ponti “reticolari”: risalenti agli inizi del Novecento, venivano costruiti, in ferro o acciaio, insieme con la rete ferroviaria. “Si tratta di infrastrutture diffuse in tutta Europa, ma maltrattate così solo qui a Milano”, spiega Walter Patscheider, consigliere dell’associazione. Il gruppo si rivolge alle istituzioni milanesi, per chiedere l’eliminazione dei cartelloni e dell’illuminazione dai ponti, “perché ne alterano l’aspetto in modo netto – dice Zenoni – Si pensi al ponte, in cemento e mattoni, che si trova in viale Monza, e che fa parte della cerchia ferroviaria cittadina. L’infrastruttura risale alla prima metà del Novecento. Ma la pubblicità è talmente pervasiva che non se ne vede più nulla”.

Nel 2013 il Comune ha varato il nuovo Pgt: “In quell’occasione – ricordano Pascheider e Zenoni – siamo riusciti a ottenere dal Comune l’inserimento nel piano di un riferimento ben preciso. Quello ‘all’attenzione paesaggistica’ per queste infrastrutture, a partire dai due ponti di ferro dei Navigli. Nulla però è cambiato. E la pubblicità è ancora lì”. E quando nella primavera 2014 il contratto che permetteva l’affissione pubblicitaria sui ponti è scaduto, è stato rinnovato fino a fine 2016.

“Ci siamo rivolti al Comune più volte, ma senza essere ascoltati, alla Soprintendenza per il Paesaggio – dice Zenoni – Chiediamo che queste infrastrutture, al pari delle chiese e di altri edifici storici, siano considerati di valore storico. E per questo tutelati e privi di pubblicità: sarebbe un bene per tutta la città”.

Milano Post

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