Cara Marine, ma ‘ndo vai, se il Centro Destra non ce l’hai?

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Milano 15 Dicembre – Ovviamente da nessuna parte. Delle cinque regioni in cui potrebbe aver vinto, Domenica non ne ha portata a casa nessuna. E non è certo per l’Alleanza Sacra di Socialisti e Gollisti. Questa è la favola consolatoria ed auto assolutoria tipica della destra di ogni latitudine. Anche nelle sfide a tre il Fronte ha perso. Aggiungeteci l’aumento dell’affluenza al secondo turno e ci siamo. Il Front National non è un partito di Governo. Questo dovrebbe chiudere una serie di illazioni, sopravvissute una settimana, sul futuro del centrodestra. Primo: no, non è possibile governare senza moderati e liberali. Non solo è impossibile il governo, ma è inimmaginabile persino la vittoria. L’apporto numerico, di idee e di buonsenso è impagabile. Innanzitutto, e forse meno prevedibilmente di quanto si potesse immaginare, la presenza dei moderati serve alle ali estreme per mantenere la purezza. Le Le Pen hanno cercato di essere troppo per troppi ed all’ultimo miglio non hanno convinto nessuno. No, è un’esagerazione, ne hanno convinto tanti, ma hanno solo contribuito a rendere più facile la vittoria per gli altri due. Il moderato ed il liberale possono sembrare dei rompiscatole, ma hanno degli indubbi vantaggi. Intanto si rifiutano di perdere di vista quella cosa chiamata “numeri”. Alle estreme i numeri piacciono solo come i cani di grossa taglia. Addestrati e docili. Solo che non sempre si ha la comodità di trovarli in questa forma. A volte sono selvaggi ed irriducibili. Tipo quelli che deriverebbero da un ritorno al Franco Francese. L’estremista a quel punto se ne frega, il liberale no.

Inoltre, come secondo punto, non dobbiamo dimenticare il piccolo dettaglio della legittimazione. Può non piacere, ma sapere che la ruspa ha un freno la rende meno minacciosa da veder circolare per strada. E sapere che a manovrarla c’è una persona di buonsenso non ne sminuisce l’efficacia, anzi. Semmai la esalta, la rende concreta. La Francia Lepenista, qualsiasi cosa fosse nella mente delle sue creatrici, per gli elettori era comunque un luogo selvaggio e affatto familiare. L’elettore, talvolta, ragiona per simboli. E chi ha visto in Marine Le Pen la rivoluzionaria non può improvvisamente vederci la donna di governo. La destra può essere al contempo entrambe le cose, sia chiaro, ma per farlo deve avere una leader come Margarete Thatcher. Ed un elettorato come quello Inglese. Qui si parla, ovviamente d’altro. Mai dimenticando, ovviamente, che il doppio turno aiuta ancor meno terze forze. Il doppio turno, così per dire, è quello che avremo noi per eleggere il Presidente del Consiglio e che già ora sceglie i Sindaci. Lo ricordo unicamente per segnalare ai vari Salvini che se vogliono fare i primi dei perdenti la loro tattica è fantastica. Se vogliono governare, invece, hanno bisogno di Forza Italia. E, soprattutto, di Silvio Berlusconi. Se ne faccia una ragione, il Capitano.

Infine, non dobbiamo dimenticare che la grande lezione, dal Movimento dell’Uomo Qualunque in poi, è che le novità sono eccitanti, ma stufano con la stessa velocità con cui stimolano. Con l’aggravante di portare, solitamente, avventurieri ad amministrare la cosa pubblica. Questo mix (non necessariamente valido per la Francia o per l’Italia, la mia considerazione è generale) usualmente corrompe il rivoluzionario, aumenta il potere del burocrate, diminuisce la limpidezza dello Stato ed avvelena l’economia. In una parola, plastica nell’evocare il ricordo di cosa si era, cosa si è diventati e cosa si rischia di tornare, Eurocredinord.

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