Bce, il bazooka di Mario Draghi fino al 2017

Approfondimenti Economia e Diritto

Milano 4 Dicembre – Dalla prossima settimana gli istituti pagheranno di più (l’interesse è in negativo) per lasciare la loro liquidità parcheggiata nella Banca centrale europea. Una mossa che dovrebbe accelerare la messa in circolo della moneta. I tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali (quelle che forniscono la maggior parte della liquidità all’Eurosistema) e sulle operazioni di rifinanziamento marginale (quelle richieste dalle singole banche e della durata di una notte) rimangono invece invariati rispettivamente allo 0,05% e allo 0,30%. Mario Draghi annuncia come previsto il potenziamento delle misure a sostegno dell’economia per contrastare i pericoli di frenata nell’Eurozona e il rallentamento dell’inflazione. Il presidente della Bce subito dopo il direttivo parla in conferenza stampa e promette “liquidità illimitata e a tasso fisso per tutto il 2017” con un’estensione del Quantitative easing, l’acquisto di titoli di Stato, fino “almeno a marzo del 2017 dal settembre 2016 come inizialmente previsto”.

Qe esteso fino a marzo 2017 Il programma di quantitative easing della Bce durerà almeno fino al marzo 2017, con la possibilità di estenderlo ancora se necessario, e inizierà a includere anche obbligazioni emessi da regioni ed enti locali. Draghi ha inoltre comunicato che i rendimenti dei bond acquistati dalla Bce verranno reinvestiti “finché necessario” per contribuire al miglioramento della situazione di liquidità. Oltre all’estensione temporale Draghi ha annunciato altri ritocchi al Qe. “Per quanto riguarda le misure di politica monetaria non convenzionali, abbiamo deciso di prolungare il programma di acquisto di asset (APP). Gli acquisti mensili di 6 miliardi sotto l’APP sono ora destinate a funzionare fino alla fine di marzo 2017, o al di là, se necessario, e comunque fino a quando il Consiglio direttivo – ha spiegato Draghi – vede un aggiustamento costante nel percorso d’inflazione in linea con l’obiettivo di ottenere tassi d’inflazione inferiori ma prossimi al 2% nel medio periodo”. Draghi ha poi aggiunto che “abbiamo deciso di reinvestire i pagamenti principali sui titoli acquistati nell’ambito della APP alla loro scadenza per il tempo necessario. Ciò contribuirà sia a favorevoli condizioni di liquidità e di un adeguato orientamento di politica monetaria. I dettagli tecnici saranno comunicati a tempo debito”. (Il Tempo)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.