“Sentenza De Luca truccata”. Inchiesta per corruzione scuote la Campania.

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Milano 11 Novembre – Il presidente della giunta regionale campana, Vincenzo De Luca, sarebbe indagato dalla Procura di Roma insieme ad altre sei persone per una vicenda che riguarda Nello Mastursi, l’ex capo della segreteria del governatore della Campania. Al centro della vicenda la sentenza che ha avuto come giudice relatore Anna Scognamiglio, seppur votata all’unanimità, che sospendeva per De Luca gli effetti della legge Severino dopo la sua condanna a Salerno per abuso d’ufficio.

Oltre a Mastursi, a De Luca e al giudice napoletano (la cui presenza tra gli indagati ‘per atto dovuto’ ha fatto scattare la competenza del tribunale di Roma nell’inchiesta), nel registro apposito è iscritto anche il marito della donna, manager in una struttura della sanità campana. I reati sono quelli tipici delle indagini sulla pubblica amministrazione: corruzione e concussione per induzione. Nei giorni scorsi sono stati perquisiti l’ufficio di Mastursi e la sua abitazione. Al 49enne fedelissimo di De Luca, ‘mente’ della sua campagna elettorale, che ha visto anche una lista, ‘Campania in rete’, con nomi segnalati come ‘impresentabili’ dalla commissione antimafia, la squadra mobile di Napoli ha sequestrato pc e telefono cellulare. Mastursi aveva presentato le sue dimissioni per “motivi personali” sabato, all’indomani dell’atto investigativo, dimissioni protocollate ieri e ‘giustificate’ con una nota della Regione come legate alla difficoltà di tenere insieme gli impegni di capo staff e di nel Pd regionale. Nel tardo pomeriggio la vicenda aveva pesato nel vertice di maggioranza tenuto a Palazzo Santa Lucia da De Luca, ufficialmente sulle priorità di governo su ambiente e sanità.

A poche ore dalla notizia il governatore campano Vincenzo De Luca ha dichiarato: “In relazione all’annunciata indagine nei miei confronti, nel dichiarare senza alcun margine di equivoco la mia totale estraneità a qualunque condotta meno che corretta, chiarirò ogni aspetto in una conferenza stampa nella mattinata di domani”. “E’ mia intenzione fare in modo che si accendano su questa vicenda i riflettori nazionali, trovandomi nella posizione di chi non sa di cosa si stia parlando – ha poi aggiunto – Ho già dato incarico al mio avvocato per chiedere di essere sentito dalla competente autorità giudiziaria. Per me, come per ogni persona per bene, ogni controllo di legalità è una garanzia, non un problema. E su questo, come sempre, lancio io la sfida della correttezza e della trasparenza”. (Il Giorno)

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