Immigrati: mercato nero di documenti falsi in Stazione Centrale per partire da Linate

Milano

Milano 12 Ottobre – Una fabbrica di carte d’identità italiane false, per consentire ai profughi siriani di volare da Milano verso altre città nell’Unione europea. È lo scenario su cui vogliono fare luce le indagini della polizia di Stato, nate dall’arresto di un diciottenne siriano, venerdì mattina all’aeroporto di Linate. Il giovane stava cercando di partire per Dublino con un documento di identità falso. L’arresto è avvenuto ai controlli di sicurezza dello scalo.

Il giovane, nato a Damasco nel 1997, ha mostrato alla polizia in aeroporto una carta d’identità italiana “simile a una originale o comunque ben fatta”. A insospettire gli agenti, oltre ad alcune imperfezioni nel documento, è il fatto che il giovane non parlasse italiano, pur sostenendo di essere cittadino. In aula a palazzo di Giustizia, durante l’udienza di convalida dell’arresto, ieri il ragazzo ha raccontato: “Sono arrivato a Milano pochi giorni fa. Alcuni connazionali mi hanno detto che andare nel Nord Europa in treno è difficile. Ma in aereo è facile, basta essere europei. Mi hanno detto che fanno tutti così e mi hanno consigliato di andare in stazione Centrale e cercare l’egiziano. L’ho trovato, e in due giorni avevo la carta d’identità”.

L’egiziano di cui ha parlato in udienza il giovane siriano ha un nome e un cognome. “Chiede 400 euro e due fototessere. In meno di 48 ore hai un documento valido per acquistare il biglietto aereo”, ha raccontato il siriano. E ancora: “Quando ti vende i documenti, sostiene che è tutto legale e che il suo compito è sveltire le procedure. Non ti lascia il suo numero di cellulare, sono i suoi collaboratori a occuparsi di tutto. Tu devi solo pagare e aspettare”.

Il giudice della prima sezione penale ieri ha convalidato l’arresto per il 18enne siriano che girava con documenti falsi. Ne ha però disposto la liberazione, ricordando che “scappava dalla guerra”. La prima udienza del processo è fissata per il 18 novembre. Quanto all’organizzazione che falsificherebbe i documenti e li venderebbe ai profughi siriani, il giudice ha facoltà di trasmettere gli atti dell’udienza in procura. Ma un’indagine di polizia, dopo l’arresto di venerdì, è già stata avviata. Proprio grazie alle informazioni fornite dal giovane e alla carta d’identità che gli è stata sequestrata. Quello che si vuole capire è quanto esteso sia il mercato dei documenti falsi, e chi siano i responsabili degli eventuali reati.

Francesca Rupalti, avvocato del giovane siriano, commenta: “Il giudice ha dimostrato sensibilità nel non applicare alcun tipo di misura cautelare al mio assistito”. L’accusa in aula, sostenuta da un vice procuratore onorario, aveva chiesto l’arresto. Ora il ragazzo, che in Siria studiava Ingegneria e che parla inglese, sarà libero di tentare di raggiungere l’Irlanda. Che a Milano ci sia una vero e proprio mercato di documenti falsi è dimostrato dal  fatto che, sempre a Linate, venerdì sia stato fermato anche un ventiquattrenne albanese, sempre diretto verso una capitale europea con una carta d’identità falsa. Il fermo è scattato un’ora dopo l’arresto del siriano. La polizia, infatti, ha subito intensificato i controlli. L’allerta continuerà anche nelle prossime settimane.

Franco Vanni (Repubblica)

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