Il pasticcio degli Expo gate, simbolo di una Giunta impreparata al post Expo

Fabrizio c'è Milano

Milano 8 Ottobre – In Italia non esiste nulla di più definitivo di ciò che è provvisorio. Questa massima ben si adatta ai 2 Expo Gate posizionati in Largo Beltrami, cioè tra Cairoli e il Castello.

I 2 prefabbricati, realizzati per Expo e costati 6 milioni, erano autorizzati dalla Soprintendenza per un periodo limitato e connesso a Expo. Nonostante sia noto a tutti che l’esposizione finisce il 31 ottobre, nessuno in Comune si era occupato del problema. E quindi adesso non rimane che lasciarli lì. E si dovrà accettare la proposta di Triennale che si propone di gestirli e utilizzarli per una manifestazione del 2016.

Insomma sugli Expo gate la Giunta si è fatta trovare impreparata. Non c’è un progetto, non c’è uno stanziamento a bilancio per lo smontaggio e l’eventuale spostamento. Il problema non è di carattere estetico, possono piacere o meno: è che sono fuori contesto, occludono la vista del Castello e si giustificano solo per l’esigenza, fondate, di un punto informazioni per Expo. Si potrebbe osservare che su tutto il post Expo, Pisapia si è fatto cogliere impreparato, ma ne riparleremo.

Una amministrazione seria dovrebbe già sapere come riutilizzare queste strutture per finalità pubbliche in un parco periferico: non mancano le zone dove servono, asili, scuole, centri anziani e palestre.

Alla fine, l’unica decisione che al momento sembra aver preso la Giunta è quella di tener chiusa Piazza Castello. Sulla base di quali risultati emersi durante la sperimentazione di un anno e mezzo? Non si sa! E’ una idea di Maran da imporre alla città, nonostante la congestione del traffico circostante sia sotto gli occhi di tutti, come il deserto settimanale della piazza.

Il centrodestra è sicuramente in grado di prendere l’impegno di liberare Piazza Castello e Largo Beltrani dalla confusionaria eredità di Pisapia: liberiamo la visione del Castello da quei 2 edifici, liberiamo Piazza Castello da inutili divieti alla circolazione .

Così Fabrizio De Pasquale, Consigliere Comunale di Forza Italia

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