Da Milano i “passeurs” che portano i clandestini in Svizzera. Fino a 1000 euro a persona il guadagno

Cronaca

Milano 31 Agosto – Uno dei principali quartieri di provenienza è Quarto Oggiaro, periferia gravata da un pericoloso vuoto di potere criminale e da un minaccioso silenzio dei clan. Ma non per forza potrebbe c’entrare un alto livello delinquenziale. Stando alle inchieste svizzere, i «passeur» milanesi, i passatori che accompagnano quei profughi con problemi di documenti attraverso il confine a Chiasso, spesso sono incensurati. Cittadini insospettabili. Che fiutano la possibilità di far soldi e approfittano delle necessità dei migranti: lasciare l’Italia e provare a raggiungere l’Europa centrale e la Scandinavia, terre tradizionalmente più efficienti nei percorsi di accoglienza e inserimento per i profughi, pur con tutti i distinguo del caso considerati gli attuali tempi difficili e caotici.

Reclutamento e mezzi

Mai come quest’anno, raccontano i vertici delle Guardie di confine svizzere, ci sono stati così tanti tentativi di accesso da parte di migranti i quali, privi di passaporti e di visti, non possono muoversi dalla nazione dove si trovano. Per chi lo vuole, non è difficile «agganciare» gli stranieri, che gravitano intorno ai centri di prima accoglienza come in stazione Centrale, e proporsi loro come mediatori, autisti e speciali «consiglieri». Non che i «passeur» s’industrino più di tanto nel dar dritte: semplicemente, ai migranti che si muovono in treno verso Chiasso consegnano dei foglietti con sopra riportati gli orari di partenza e di arrivo, e le possibili coincidenze una volta superato il confine. Il treno resta il mezzo più utilizzato. In alcuni giorni a metà maggio, dal mattino alla sera le Guardie di confine avevano trovato a bordo trecento migranti, «nell’ottanta per cento sprovvisti di passaporto e dunque da respingere». Nelle ultime settimane la media si è abbassata e varia intorno alle cento unità: ma gli investigatori attendono un nuovo rialzo da qui in avanti, come conseguenza dei massicci sbarchi in Sicilia, Calabria e Puglia.

 Le vie del contrabbando

Macchine e pullmini sono un’alternativa alle ferrovie. Battuti anche i vecchi sentieri dei contrabbandieri, non impossibili da affrontare, specie a luglio e agosto, e non certo tragitti segreti. In generale un passaggio costa non meno di duecento-trecento euro e può arrivare ben oltre i mille euro. Dipende dall’urgenza dei migranti, dalle disponibilità di soldi e da quanto i «passeur» milanesi riescono a estorcere, approfittandosi della disperazione, giocando sulla paura, affidandosi a promesse poi non mantenute. Ad esempio accade che i passatori, arrivati a un paio di chilometri dalla dogana, facciano scendere il passeggero e gli ordinino di andare a piedi. E anche se il migrante si oppone, il «passeur» minaccia di chiamare le forze dell’ordine e di metterlo nei guai.

Le «alleanze»

Le scoperte dei magistrati svizzeri, che tra marzo e luglio hanno già arrestato 46 «passuer», si sovrappongono a quelle della Squadra mobile di Milano: l’operazione «Sahel» ha permesso di bloccare la filiera dei trafficanti di profughi eritrei, spesso con base nella zona di Porta Venezia. I trafficanti possono essere connazionali dei migranti che agiscono con la complicità di milanesi. In una telefonata intercettata dalla polizia, un uomo dell’organizzazione ha confidato a un sodale: « … siccome ho tanti amici italiani, con loro ho iniziato. Quando M. faceva pagare 700 euro io facevo pagare 400, 250 li davo agli italiani e 150 era il mio guadagno».
Nella rete di «passeur» non c’è un monopolio. Mancano anche «regole» precise e variano percorsi, tariffe e pure destinazioni. Dalla Svizzera non escludono una imminente riscoperta dei confini più periferici, meno battuti e dunque, nonostante l’impegno, le forze e gli uomini, meno sorvegliati. (Corriere)

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