Scuola, cattedre: un professore su tre dovrà trasferirsi dal sud al nord

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Milano 19 Agosto – L’Italia ha due facce: in Settentrione non bastano i docenti, in Meridione sono in esubero. I sindacati annunciano ricorsi: “Violata la Costituzione”.

Ci sono 20.429 precari che dovranno fare le valigie, se vorranno continuare a lavorare nella scuola. Sono quasi un precario su tre di quelli che hanno fatto domanda, e sono quasi tutti del Sud. Da ieri è iniziata l’assegnazione dei 48mila e oltre posti della fase B del piano straordinario di assunzione del governo Renzi. Iniziano a circolare le prime cifre in grado di dare un’idea di quello che accadrà nelle prossime settimane. Il sindacato Anief ha messo a punto una tabella mettendo a confronto le domande arrivate per partecipare alle fasi B e C del piano e i posti effettivamente disponibili.

«Sono dati ancora provvisori – spiega Marcello Pacifico, presidente dell’Anief – È molto più probabile che, alla fine, quando si concluderanno tutte le procedure di assegnazione, a spostarsi davvero sarà un numero di precari inferiore, direi una forbice compresa tra uno su tre e uno su cinque».

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Per avere dati più accurati sarebbe necessario avere la suddivisione tra le regioni dei 18mila posti che non sono stati assegnati nelle fasi precedenti e secondo il Miur ci sono ancora circa 14mila posti che alla fine verranno ridistribuiti. Le cifre potrebbero cambiare ma non muteranno di molto le percentuali che stanno emergendo in queste ore.

In totale i posti disponibili per le fasi B e C sono 69.552. Verrà chiesto di emigrare al 57, 51% dei precari siciliani, al 51,50% di quelli calabresi e al 46,1% dei campani. Sono le tre regioni da cui la migrazione verso altre regioni è decisamente più alta, circa un precario su due non troverà posto se non lontano da casa. Andranno nelle regioni dove ci saranno più posti disponibili: in Lombardia, dove rispetto alle domande arrivate dai precari lombardi avanzano 1401 cattedre, in Piemonte 1037, in Liguria 701. Altri posti avanzano in Friuli ed Emilia Romagna, ma molti di meno.

In totale, a dover fare la valigia da Sud a Nord saranno 17291 precari del Sud e alcuni del centro Italia: 1925 dal Lazio, 204 marchigiani, 992 toscani. Quasi salvi gli umbri, solo in 17 non troveranno il posto in regione. Anche i sardi possono dire di non passarsela troppo male: in 71 non troveranno posto nella loro regione su 1747 che hanno fatto domanda.

«L’esodo che avverrà quest’anno è solo l’inizio – avverte Antonio Antonazzo, referente dei precari per la Gilda Insegnanti – L’anno prossimo andrà anche peggio perché ci sarà il piano straordinario di mobilità che prevede che tutti quelli che sono entrati in ruolo possono chiedere il trasferimento e avranno il diritto di tornare al Sud costringendo chi era stato assunto nell’ultima fase, la C, a trasferirsi al Nord. È un meccanismo davvero incredibile quello che è stato previsto da questa legge».

A complicare ancora di più le vite dei precari che decideranno di trasferirsi c’è anche il rischio di vedersi annullare fra qualche anno il posto ottenuto perché i sindacati stanno preparando migliaia di ricorsi.

«Sono 15mila i posti che rimarranno scoperti, il Miur deve allargare le immissioni in ruolo anche ai precari abilitati fuori delle graduatorie ad esaurimento – avverte Marcello Pacifico – Per di più l’amministrazione, invece di fare chiarezza, ha pubblicato delle Faq discordanti e assegnerà i posti secondo un algoritmo i cui criteri sono secretati. Confermando la mancanza di rispetto per i tanti precari che dopo aver servito lo Stato per anni sono stati sottoposti al ricatto dell’assunzione a centinaia di chilometri da casa, in barba al diritto di famiglia; in secondo luogo per la nostra Costituzione e per la Carta europea dei diritti dell’uomo. Pertanto la via del ricorso è lecita, oltre che al momento l’unica praticabile».

FLAVIA AMABILE ( lastampa.it )

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