Le navi europee scaricano gli immigrati nei porti italiani e vanno a prenderli fino in Libia

Esteri

Milano 26 Luglio – Ancora sbarchi. Nel fine settimana del grande esodo, il Mar Mediterraneo riversa altri barconi sulle coste italiane.

Un flusso inarrestabile, una invasione preoccupante che non conosce sosta. I 785 immigrati, soccorsi giovedì al largo delle coste libiche dalla nave militare norvegese “Siem Pilot”, sono sbarcati questa mattina nel porto di Palermo. A Pozzallo, in provincia di Ragusa, la nave militare irlandese “Le Niamh”, che opera nel dispositivo europeo Triton, ha nave-militare-irlandeseportato altri 450 disperati recuperati a oltre 50 miglia dalla Libia. Di questi, circa 350 si trovavano su un barcone, mentre un centinaio viaggiavano su un gommone, intercettato da una motovedetta della guardia costiera di Lampedusa.

Matteo Renzi continua a guardare, impassibile, le navi della Marina che vanno a recuperare in mare aperto barconi disastrati, vecchi gommoni e natanti a un passo dall’affondare. Le nostre Forze armate sono state trasformate in tassisti di clandestini. Lo stesso fanno i militari delle altre potenze europee che, all’interno dell’operazione Triton, vanno a recuperare migliaia di disperati addirittura fino alla Libia e li riversano sulle coste italiane. E, mentre Bruxelles ancora non si mette d’accordo sulle misure per contrastare questa invasione, Matteo Renzi perde tempo nella Turco-Napolitano fatta dall’Ulivo nel 1997. “È la legge migliore”, dice a chi lo sollecita a riformare la legge del 2002, la cosiddetta Bossi-Fini. “Ora – sottolinea – affrontiamo l’emergenza poi ci occuperemo di regole nuove e più efficaci”. Ma l’emergenza non viene affrontata. E la situazione si fa sempre più drammatica.

profughiA poche ore dall’ennesimo naufragio costato la vita ad almeno 45 extracomunitari, gli sbarchi hanno ripreso a ritmo serratissimo. I 785 immigrati soccorsi al largo delle coste della Libia nei giorni scorsi sono stati “scaricati” al molo Puntone di Palermo dai norvegesi della Siem Pilot. Nelle prossime ore verranno trasferiti nei centri autorizzati dalla Prefettura per poi essere inviati nei centri di prima accoglienza nelle regioni italiane. La stessa scena si è vista al porto di Pozzallo dove oggi ha attraccato la nave militare irlandese “Le Niamh”. Tra i 468 extracomunitari a bordo c’erano anche sette donne incinta.

Sergio Rame (Il Giornale)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.