Pensioni, ecco come si fa a ricevere gli arretrati.

Economia e Politica Società

Milano 27 Giugno – I calcoli saranno effettuati dall’istituto di previdenza e l’importo arriverà automaticamente. Ma sarà tassato. Gli eredi invece devono fare domanda

Non era già stato emanato un decreto?

Sì, ma mancava la circolare dell’Inps che stabilisce poi in dettaglio come funziona il rimborso parziale della mancata perequazione delle pensioni deciso dal governo.

Quali sono le pensioni interessate al rimborso?

Sono quelle che vanno da 3 volte il minimo Inps (circa 1500 euro lordi mensili) fino a 6 volte il minimo (circa 3000 euro lordi mensili) secondo un meccanismo di gradualità.

Da quando scatta il pagamento del bonus?

Gli arretrati saranno corrisposti il 1° agosto 2015 all’interno dei consueti assegni previdenziali che spettano al pensionato.

Come funziona il meccanismo di ricalcolo dell’assegno?

Per il 2012 e 2013 è riconosciuta una rivalutazione pari al 100% dell’inflazione per gli assegni fino a tre volte il minimo Inps; si scende al 40% per gli assegni fino a quattro volte, quindi ancora al 20% per gli assegni fino a cinque volte, per scendere al 10% per gli assegni fino a sei volte superiori al minimo. Oltre questa soglia non c’è alcuna rivalutazione e nessun rimborso. L’incremento per il primo biennio costituisce poi la base di calcolo per gli anni successivi, a partire dal 2014. Per il 2014 e il 2015 invece la rivalutazione sarà dunque riconosciuta a partire dalle pensioni superiori a 3 volte il minimo e fino a 6 volte, e sarà pari al 20% della percentuale assegnata per ogni fascia di reddito per gli anni 2012-2013. L’Istituto procederà, poi, spiega ancora la nota, in occasione del rinnovo delle pensioni per il 2016, a ricalcolare le pensioni a partire dal 2012, attribuendo le percentuali di perequazione sopra indicate ai coefficienti di perequazione, rispettivamente del 2,7 e del 3 per cento, relativi agli anni 2012 e 2013 e i criteri di perequazione stabiliti dalla legge n. 147 del 2013 per gli anni 2014, 2015 e 2016. E poi, dal 2017 entreranno in vigore ancora nuove norme…

È davvero molto, molto complicato. Si può fare un esempio?

Ecco l’unico esempio fornito dalla circolare Inps. Le pensioni superiori a 3 volte il minimo e pari o inferiori a 4 volte il minimo (fino dunque a 1500 euro lordi) verranno complessivamente rivalutate, calcolando gli arretrati 2012, 2013, 2014 e 2015, di 796,27 euro. In particolare, saranno restituiti 210,60 euro per il 2012 e 447,20 per il 2013. Per il 2014 e 2015, invece, la restituzione sarà pari rispettivamente a 89,96 euro e 48,51 euro.

E dal 2016 a quanto ammonterà questa pensione da 1500 euro?

La base di calcolo della pensione 1500 diventa a partire dall’agosto di quest’anno di 1.525 euro mensili lordi,. E poi a partire dal gennaio del 2016 ammonterà a 1.541 euro, sempre mensili e sempre lordi.

Ma chi sarà a fare tutti questi calcoli difficili? Un commercialista, il patronato sindacale?

Per fortuna, dice la circolare dell’Inps, «alla ricostituzione dei trattamenti pensionistici si provvede d’ufficio». Ovvero faranno tutto loro.

Quanta parte delle risorse sottratte dal decreto Monti verranno rimborsate dal governo Renzi?

Una parte decisamente piccola, afferma l’Ufficio Parlamentare di Bilancio: soltanto un po’ meno del 12% dei totale delle risorse sottratte nel corso degli dal «SalvaItalia del 2011, ovvero circa 18 miliardi. Ma tutti i rimborsi sono stati concentrati su circa 3,8 milioni di pensionati (dati 2011), appunto quella fascia che si colloca tra le tre e le sei volte il minimo. In particolare la fascia tra tre e quattro volte il minimo Inps è formata da circa 2 milioni di pensionati.

Al rimborso hanno diritto anche coloro che nel frattempo sono deceduti?

Sì, la sentenza della Consulta e il decreto del governo interessa anche i titolari del trattamento pensionistico che nel periodo interessato sono deceduti. Lo spiega (indirettamente) la circolare dell’Inps, quando afferma che «il calcolo delle differenze spettanti verrà effettuato anche per le pensioni che al momento della lavorazione risulteranno eliminate».

E dunque del bonus beneficeranno gli eredi? 

Esattamente. Ma dovranno presentare una domanda all’Istituto previdenziale, che ovviamente per ora non ha predisposto alcun modulo, ma che certamente inserirà delle informazioni nel suo sito Internet http://www.inps.gov.it/. E il pagamento delle spettanze agli aventi titolo (si presume tutti gli eredi presenti nell’asse ereditario, la circolare non lo chiarisce) sarà effettuato a domanda «nei limiti della prescrizione».

Almeno il bonus che arriva il prima agosto sarà «netto», ed esente da tasse?

No, ci si dovranno pagare le tasse. Il decreto e la circolare chiariscono che il bonus di rimborso sarà sottoposto al regime della tassazione separata (al 23%) per quanto riguarda tutti gli arretrati fino al 2014; per le somme maturate dal 2015 invece ci si applicheranno le aliquote fiscali della tassazione ordinaria.

Roberto Giovannini (La Stampa)

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