FALLIMENTO DEL GOVERNO RENZI SU TFR IN BUSTA PAGA

Economia e Politica

Milano 31 Maggio – Flop del governo Renzi: i lavoratori italiani non hanno l’anello al naso e preferiscono non mangiarsi il futuro.

Nemmeno lo 0,1% dei lavoratori ha chiesto di ricevere il Tfr (Trattamento di Fine Rapporto) subito in busta paga. L’idea di avere i soldi in anticipo (e tassati di più) non ha convinto il 99.9% dei lavoratori.

Il calcolo è stato eseguito dalla Fondazione consulenti del lavoro, esaminando un milione di retribuzioni: soltanto 567 dipendenti su un milione hanno gradito la proposta indecente del governo Renzi di avere il Tfr poco, maledetto e subito.

Tfr in busta paga, gesto dell’ombrello dei lavoratori a Matteo Renzi.

La possibilità del Tfr in busta paga è aperta già dal 3 aprile 2015: si può ricevere il proprio Tfr “maturando” fino a giugno 2018 in busta paga. La liquidazione avviene il mese successivo a quello della richiesta.

renzi-tfr-busta-pagaIl fallimento è ancora più clamoroso considerando che la relazione tecnica alla legge di stabilità prevedeva richieste da parte del 40-50% dei lavoratori: per pietà umana evitiamo di calcolare di quanto hanno sbagliato…

In questi giorni “sono partite le elaborazioni – spiegano i consulenti – degli stipendi di maggio 2015 da parte dei Consulenti del Lavoro su 7 milioni di dipendenti e oltre 1 milione di aziende. In questa prima fase sono stati analizzati i dati delle grandi aziende (che mediamente occupano più di 500 dipendenti) e nei prossimi giorni l’analisi si sposterà sulle micro imprese.

Dopo questa prima fase di elaborazione di quasi un milione di stipendi il risultato sulla liquidazione in busta paga del Tfr riguarda solo 567 lavoratori, ossia circa lo 0,05%“.

Perché il Tfr in busta paga voluto dal governo Renzi ha fallito.

I motivi del flop apocalittico di Renzi? Primo, il Tfr è considerato dai lavoratori una “riserva” intoccabile per la vecchiaia. Secondo, la penalizzazione fiscale ha scoraggiato la richiesta: da un’intervista su un campione significativo di lavoratori che non hanno richiesto l’anticipo del Tfr in busta paga, il 60% ha risposto di non voler subire la penalizzante tassazione ordinaria, il 16% non vuole togliere il proprio Tfr dal fondo pensione, mentre il 20% si sta prendendo tempo per valutare meglio e decidere.(Newspedia)