Milano, fermato l’ideatore del “Movimento 17 ottobre”: è un ricercatore trentenne di origini marocchine

Milano

La Procura di Milano ha disposto il fermo di Youssef Siher, ricercatore trentenne di origini marocchine e residente in provincia di Brescia, ritenuto la presunta “mente” e il creatore della pagina Instagram “Movimento 17 ottobre”. Il movimento giovanile, sviluppatosi online in occasione delle recenti manifestazioni contro il caro vita, è al centro delle indagini sugli scontri registrati nel capoluogo lombardo nel corso dello scorso fine settimana.

Nei confronti di Siher, condotto in questura a Milano per essere interrogato, la pm Francesca Crupi ha ipotizzato il reato di istigazione a delinquere con l’aggravante della finalità di terrorismo, applicando l’articolo 420 bis del nuovo decreto legge sulla violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Per gli stessi reati, la moglie risulta indagata a piede libero. Il provvedimento è scattato a seguito del “trattenimento” preventivo di 12 ore previsto dal decreto sicurezza, in attesa di valutare l’eventuale conversione in fermo giudiziario.

L’inchiesta informatica e la localizzazione

L’individuazione del trentenne è il frutto del lavoro congiunto della polizia postale e dell’Antiterrorismo. Grazie alla collaborazione giudiziaria con Meta e con i principali provider di servizi internet, gli inquirenti sono risaliti all’indirizzo IP collegato al profilo Instagram del movimento.

Dato che l’uomo non si trovava nella sua residenza bresciana, la localizzazione tecnica effettuata dalla polizia lo ha rintracciato nel quartiere Corvetto a Milano, all’interno dell’abitazione di un’attivista pro-Palestina. In contemporanea, la Digos di Brescia ha perquisito un’abitazione tra Mazzano e Gavardo, dove vive la sua famiglia, rinvenendo materiale informativo ritenuto d’interesse investigativo. Un’altra perquisizione ha riguardato l’appartamento di un’amica alla periferia milanese.

Parallelamente, sono scattate oltre 150 perquisizioni tra Milano, Monza e un’altra ventina di città, soprattutto in Lombardia. L’operazione è nata dall’analisi di una chat sospetta trovata sul telefono di uno dei giovani protagonisti dei disordini milanesi dello scorso fine settimana. Fonti legali confermano che tra le persone perquisite figurano studenti universitari e liceali, spesso minorenni e incensurati.

Profilo del ricercatore e i legami istituzionali

Youssef Siher vanta un percorso accademico e professionale articolato. Politologo, studioso e giornalista freelance con collaborazioni in testate nazionali, ha conseguito una laurea in Comunicazione e un master in Scienze politiche all’Università degli Studi di Milano, oltre a un dottorato e a studi di geopolitica. Bilingue in arabo e italiano, parla fluentemente inglese e spagnolo e ha lavorato per l’emittente satellitare araba “Al Mayadeen English”.

Nel suo curriculum figura anche uno stage svolto nel 2024 presso l’Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale) di Milano, all’interno dell’Osservatorio sul Medio Oriente e Nord Africa. L’Istituto ha precisato in una nota che Siher non collabora più con l’ente dalla fine di quello stage. Più recentemente, a partire da gennaio, l’uomo lavorava per la startup americana di intelligenza artificiale Mercor come esperto generalista per la valutazione e l’addestramento di sistemi di IA.

Sul piano politico, l’attenzione degli investigatori si intreccia con segnalazioni dell’Intelligence risalenti al 2024, relative alla costituzione dell’organizzazione “Alba nascente”. Secondo i servizi di sicurezza, il gruppo avrebbe diffuso propaganda legata ad Hamas e al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina nelle comunità musulmane europee, gestendo anche la logistica delle piazze pro-Palestina e i rapporti con la sinistra antagonista. In passato, lo stesso Siher aveva analizzato pubblicamente le proteste giovanili in Marocco, puntando il dito contro le disuguaglianze strutturali e la gestione del potere economico e politico.

La situazione a Bari e nel resto d’Italia

L’inchiesta non si ferma alla Lombardia: verifiche e sequestri preventivi sono stati disposti anche in altre regioni. Particolare attenzione è stata riservata a Bari, dove la Direzione distrettuale antimafia e la Procura per i minorenni hanno coordinato i controlli in vista delle mobilitazioni annunciate per oggi, 25 ottobre, dallo stesso “Movimento 17 ottobre”.

La sera del 23 ottobre, la Digos barese ha intercettato un gruppo di giovanissimi tra i 15 e i 18 anni che si dirigeva verso il centro cittadino. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati passamontagna, artifici pirotecnici e telefoni cellulari, ritenuti indicativi di possibili preparativi di disordini. Al termine degli accertamenti, i minorenni coinvolti sono stati affidati ai rispettivi genitori.

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