Ieri è successa una cosa che in un paese civile avrebbe conseguenze politiche dure e inevitabili. È stato impedito a una candidata Sindaco di incontrare dei cittadini. I giornali amano complicare i fatti per costruire narrazioni più avvincenti, ma qui non serve: sabato 10 ottobre mattina in via Rizzoli a Milano è successo direttamente questo.
A voler incontrare i residenti delle case MM era Silvia Sardone, con lei il Ministro Salvini e lo stato maggiore leghista, con consiglieri Comunali e il Capogruppo in Municipio 3 Rampi. Dall’altra parte un centro sociale che in via Rizzoli non dovrebbe esserci, il Lambretta, e un candidato alle primarie della Sinistra, Majorino, che un partito serio avrebbe espulso tre secondi dopo la grande impresa. Ma, si sa, quando devi scrivere che sei democratico nella sigla lo fai perché devi ricordarlo continuamente alla gente.
Vista la velocità con le querele dell’eterno candidato a perdere, riporto direttamente le sue parole, mentre sulla sua presenza fa fede il pezzo de Il Giorno: “Credo che sia molto brutto ciò che hanno fatto Matteo Salvini e Silvia Sardone oggi, perché cercano di fomentare l’odio verso un’esperienza positiva. Ci sono dei cittadini del quartiere che abitano in questi caseggiati che sono qui per contestare la manifestazione della Lega e dire che non c’è proprio bisogno di criminalizzare un’esperienza che fa delle cose anche utili. Credo che questi mesi non debbano essere quelli dove fomentare l’odio”. Adesso, facciamo un minimo di ordine. Prima di tutto, l’esperienza positiva non la vedono nemmeno i compagni del Comitato Inquilini. Che di sicuro non volevano la Lega là, ma che non vogliono manco essere colonizzati da gente che si sta, letteralmente, prendendo i loro spazi (si veda la scala ridipinta con la bandiera palestinese).
Secondo punto, quando si tratta di paletti il PD è legalitario, quando si tratta di far rispettare la concessione a Mutuo Soccorso APS (che formalmente con il Lambretta non c’entra nulla) invece si trovano le scuse più assurde. Ricordo a Majorino che l’ESPERIENZA POSITIVA ha incluso anche il brutale e prolungato stupro di una povera disgraziata chiusa diverse notti dentro con il proprio aguzzino nella sede. Majorino non ne parla, naturalmente. Come non parla delle notti insonni di chi là ci abitava serenamente. Non parla dei danni alle macchine di persone che non si possono permettere la casco, dopo quelle notti.
Non parla nemmeno del fatto che il Lambretta è l’unica realtà coinvolta in scontri violenti a sfondo politico nel 2025 a Milano. L’unico motivo per cui è là è per raccattare quattro voti e pace se per riuscirci deve calpestare la democrazia. Ma, ehi, è una bellissima esperienza quella che difende. E adesso, se intende querelarmi, faccia pure. Mi farò suggerire da Meghnagi un bravo legale.

Giornalista pubblicista, opera da molti anni nel settore della compliance aziendale, del marketing e della comunicazione.