Il Comitato Famiglie Sospese accoglie con favore l’annuncio della presidente Natascia Tosoni e del vicepresidente Gianmaria Radice: la Commissione Rigenerazione Urbana ci dedicherà un’audizione ad ottobre. Ringraziamo entrambi per l’incontro di lunedì e per aver mantenuto un impegno preso al momento dell’insediamento.
Detto questo, dobbiamo essere onesti su ciò che l’ascolto da solo non risolve.
Nel comunicato della Commissione si legge che l’amministrazione “sta affrontando man mano tutte le istanze”. Non è quello che vivono le famiglie e soprattutto non è quello che dicono i giudici. Il TAR si è già pronunciato due volte sull’inerzia del Comune di Milano, accertando il silenzio-inadempimento dell’amministrazione su pratiche rimaste ferme oltre ogni termine di legge. Non è una nostra opinione di parte: sono condanne! E ad oggi non ci risulta che a quelle pronunce sia seguito un cambio di passo negli uffici.
Il nodo, lo diciamo da tempo, non è solo normativo, ma gestionale. Mancano tre cose elementari:
un elenco pubblico delle pratiche bloccate con il loro stato reale; un termine entro cui ciascuna riceverá una risposta; un interlocutore unico a cui una famiglia possa rivolgersi senza ricominciare da capo ogni volta. Finché mancano questi tre elementi, ogni misura rimediale resta un annuncio.
Chiediamo quindi che la commissione di ottobre non sia una seduta di ascolto, ma una seduta di lavoro. In particolare chiediamo: una data certa e già calendarizzata; la presenza della Vicesindaca Scavuzzo e della Direzione Rigenerazione Urbana, non solo della parte politica; la consegna, in quella sede, di un cronoprogramma scritto con tempi e responsabili; l’impegno a dare esecuzione piena alle pronunce del TAR; una verifica mensile pubblica dello stato di avanzamento.
Un’ultima cosa e la diciamo con rispetto, ma con chiarezza. Ci avviciniamo a una stagione elettorale, noi famiglie abbiamo già pagato due anni di attesa, mutui su case che non possono abitare, affitti doppi, matrimoni rinviati, figli cresciuti in una casa provvisoria. Non siamo disponibili a diventare materia di contesa fra schieramenti: non vogliamo essere citati come prova di un fallimento né come dimostrazione di un successo. Chiediamo a tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, un impegno esplicito: che la soluzione al problema delle famiglie sospese sia sottratta al calendario elettorale e affrontata come questione amministrativa, con atti verificabili prima e non dopo il voto.
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