Via Celentano, traversa di via Padova, è diventata da mesi uno dei simboli della malamovida milanese. Schiamazzi fino a notte fonda, musica ad alto volume, bivacchi e comportamenti incivili hanno esasperato i residenti, costretti a convivere con gruppi di giovani, in larga parte immigrati e riconducibili al fenomeno dei cosiddetti “maranza”, che si radunano nei pressi di un bar della zona.
A denunciare la situazione è Romano La Russa, assessore regionale alla Sicurezza: «Sto raccogliendo da mesi le segnalazioni che arrivano dai residenti di via Celentano, esasperati dagli schiamazzi, dalla musica ad alto volume e dai comportamenti incivili di gruppi di giovani che bivaccano di notte nei pressi di un bar. Grazie alla denuncia e all’impegno del consigliere di Fratelli d’Italia del Municipio, Luca Rampazzo, finalmente questa attività non ha più i permessi per allestire dehors nelle ore notturne».
Un primo risultato concreto, dunque, arrivato dopo mesi di segnalazioni, sopralluoghi e richieste di intervento. «Ancora una volta noto che soltanto grazie alle denunce dei consiglieri di Municipio di Fratelli d’Italia alcuni problemi legati alla sicurezza vengono affrontati», aggiunge La Russa. Resta però aperta la questione dei controlli e della tutela del riposo dei residenti, perché la revoca dell’autorizzazione notturna al dehors rappresenta un passo avanti, ma non può sostituire una presenza costante delle istituzioni sul territorio.
Durissimo anche il giudizio di Luca Rampazzo, consigliere di Municipio di Fratelli d’Italia, che da tempo raccoglie e rilancia le denunce degli abitanti: «Da anni svolgo il mio ruolo di consigliere di Municipio e raccolgo le segnalazioni dei residenti. La Giunta Sala ha abbandonato il quartiere a sé stesso, ignorando i problemi di sicurezza di chi ci abita. Quello che mi delude maggiormente è vedere come l’amministrazione di centrosinistra abbia svilito il nostro ruolo, trasformandolo per alcuni in uno stipendificio».
La vicenda di via Celentano dimostra quanto sia importante il lavoro quotidiano sul territorio, ma anche quanto sia grave che per ottenere un intervento siano necessari mesi di denunce. I cittadini non possono essere lasciati soli né costretti a conquistare, segnalazione dopo segnalazione, il diritto elementare a dormire e a sentirsi sicuri sotto casa. Ora il Comune deve garantire che il provvedimento venga rispettato e che il quartiere non torni nuovamente ostaggio della malamovida.
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