Chefchaouen, dove persino il tempo diventa blu

Attualità

La strada per arrivare a Chefchaouen è lunga e piena di curve. Ma quando, tra le montagne del Rif, iniziano ad apparire le prime case azzurre, la stanchezza lascia immediatamente spazio alla curiosità.

Sono insieme a Federica, Emanuela, Claudio e Roberto. Con noi ci sono Rehab e Mahmoud, gli sposi, il motivo per cui questo viaggio in Marocco è diventato qualcosa di molto più importante di una semplice vacanza.

Entriamo nella medina senza una direzione precisa. In fondo, Chefchaouen è una città nella quale perdersi non è un problema, ma il modo migliore per conoscerla. Camminiamo lentamente, ci fermiamo davanti alle porte turchesi, fotografiamo le scalinate, osserviamo le botteghe e, ogni tanto, dobbiamo aspettare qualcuno rimasto indietro ad ammirare un angolo più bello degli altri.

Commentiamo, ci chiamiamo da un vicolo all’altro. Ognuno guarda qualcosa di diverso: un arco, una finestra, un tappeto, una pianta che scende da un balcone. Rehab e Mahmoud ci accompagnano dentro il loro Marocco e noi abbiamo la sensazione di non essere semplicemente turisti, ma ospiti.

Il blu è ovunque, ma non è mai uguale. A volte è intenso, quasi indaco; altre volte diventa azzurro, celeste o turchese. Sale lungo i muri, avvolge le porte, accompagna le scale e cambia continuamente sotto la luce. Poi, all’improvviso, compaiono il giallo dei girasoli, il rosso dei tappeti e i mille colori dei cappelli ricoperti di pompon.

Chefchaouen ci conquista così, senza effetti speciali, attraverso le piccole cose. Una porta socchiusa, una vite intrecciata sopra una strada, il profumo del tè alla menta.

Lascero’ Chefchaouen portando con me decine di fotografie. Eppure, ciò che resterà non sarà soltanto il colore delle sue case.

Resterà lo sguardo felice di Rehab e Mahmoud. Resterà la consapevolezza che i luoghi diventano davvero indimenticabili soltanto quando qualcuno li attraversa insieme a noi.

E ogni volta che pensero’ a questo viaggio, il ricordo avrà inevitabilmente un colore.

Il blu intenso ed irripetibile di Chefchaouen.

Avv. Simona Maruccio

simona@maruccio.it

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