Il TAR blocca VivaCertosa. Confermato il no del Comune alle due torri di viale Certosa 165

Notizie in evidenza

Tra viale Certosa e via Catullo, a breve distanza dai resti dello storico borgo della Pobbia, la trasformazione residenziale dell’area ex industriale di viale Certosa 165-177 subirà una battuta d’arresto. Il progetto VivaCertosa, promosso dalla società immobiliare Green Stone per sostituire i capannoni in degrado dismessi dal 2023, è stato frenato dalla giustizia amministrativa.

Il progetto residenziale Inizialmente presentato nel 2022, il piano prevedeva una riqualificazione radicale dell’isolato attraverso:

  • Tre nuovi edifici: due torri da 11 piani e un edificio lineare da 5 piani affacciato sul viale.

  • Volumetria: 138 appartamenti distribuiti su oltre 9.000 m².

  • Spazi accessori: aree comuni e un ampio giardino condominiale.

La sentenza del TAR e i vincoli igienico-sanitari Dopo il diniego iniziale di Palazzo Marino, Green Stone ha presentato ricorso al TAR della Lombardia. La Seconda Sezione ha però confermato la linea del Comune, respingendo le doglianze della società e la contestuale richiesta di risarcimento.

Al centro del rigetto vi è il rispetto dei limiti d’altezza per le edificazioni interne ai cortili:

  • Qualità dell’abitare: le norme sull’altezza garantiscono l’aerazione e l’illuminazione naturale degli edifici confinanti.

  • Prevalenza delle tutele: i benefici della rigenerazione urbana non giustificano deroghe se comportano un peggioramento delle condizioni igienico-sanitarie per l’intorno.

  • Impatto sui volumi: la revisione delle altezze potrebbe comportare una riduzione delle aree verdi previste, a causa della redistribuzione della superficie edificabile a terra.

Il contesto degli interventi di Green Stone La decisione amministrativa su viale Certosa si inserisce in un quadro di controlli stringenti sullo sviluppo immobiliare milanese. La stessa società Green Stone è legata al progetto Scalo House (zona Scalo Farini/via Lepontina), cantiere sottoposto a sequestro preventivo dalla Procura di Milano nel novembre 2024 nell’ambito di un’inchiesta su presunti abusi edilizi e lottizzazione abusiva.

Mentre per viale Certosa la controversia rimane confinata all’ambito amministrativo, il futuro dell’area dipenderà dalla capacità di presentare un nuovo piano volumetrico conforme ai regolamenti comunali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.