Rapine, scippi, aggressioni e attività commerciali prese di mira. Gli episodi registrati nelle ultime ore sono soltanto gli ultimi segnali di un problema che a Milano ha ormai assunto carattere strutturale. Una situazione davanti alla quale, secondo Deborah Dell’Acqua, vice coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, non è più possibile continuare a minimizzare: «La misura è colma e adesso bisogna correre ai ripari».
Milano continua a presentarsi come capitale della moda, del lusso, del turismo e dei grandi eventi internazionali. Una narrazione che, tuttavia, si scontra sempre più spesso con la realtà quotidiana vissuta dai cittadini. «Tutto questo perde significato se una donna ha paura di indossare una collana per strada, se un anziano può essere scaraventato a terra per essere rapinato, se una commessa viene minacciata con un coltello sul proprio posto di lavoro o se una ragazza non si sente sicura tornando a casa», osserva Dell’Acqua.
La sicurezza, sottolinea l’esponente di Fratelli d’Italia, non può essere liquidata come una semplice percezione né trasformata in uno scontro ideologico. È la condizione indispensabile per poter esercitare concretamente le proprie libertà: uscire la sera, utilizzare i mezzi pubblici, lavorare, frequentare un locale oppure indossare un orologio senza temere di diventare un bersaglio.
Dell’Acqua ringrazia le Forze dell’Ordine, impegnate quotidianamente nell’individuazione dei responsabili e nel controllo del territorio, ma evidenzia come l’intervento successivo al reato non possa rappresentare l’unica risposta. «Non possiamo continuare ad affrontare un’emergenza strutturale come una sommatoria di singoli fatti di cronaca», afferma.
Per Fratelli d’Italia è necessario aumentare il presidio nelle zone maggiormente esposte, rafforzare la prevenzione, migliorare l’illuminazione e intervenire sulle aree nelle quali degrado e illegalità hanno trovato spazio. Serve soprattutto che l’amministrazione comunale riconosca la gravità della situazione e trasformi la sicurezza in una vera priorità politica.
Una città internazionale, conclude Dell’Acqua, non si giudica soltanto dal valore degli immobili, dalle boutique del Quadrilatero o dal numero dei turisti. Si giudica anche dalla libertà con cui donne, anziani, lavoratori e ragazzi possono camminare per strada. Ed è proprio su questa libertà fondamentale che Milano oggi sta fallendo.

Giornalista pubblicista, opera da molti anni nel settore della compliance aziendale, del marketing e della comunicazione.