Guida a 17 anni e sanzioni riviste: come potrebbe cambiare il Codice della strada

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l Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha inviato a circa cento operatori e associazioni di settore una bozza di riforma del Codice della strada. L’iniziativa punta ad aprire un tavolo di confronto (con termine fissato per il 13 settembre per l’invio delle osservazioni) con un obiettivo chiaro: bilanciare le reali esigenze degli automobilisti e garantire il massimo livello di sicurezza sulle strade.

Le novità al vaglio sono numerose e toccano diversi aspetti della mobilità quotidiana:

Patente per i diciassettenni: In recepimento della direttiva europea 2025/2205, chi ha 17 anni ed è già titolare di patente A1 o B1 potrebbe mettersi al volante dell’auto, a patto di rispettare specifiche condizioni di sicurezza (con attuazione prevista entro novembre 2028).

Revisione delle sanzioni: Modifiche sostanziali al sistema delle multe e alle modalità di estinzione dei verbali.

Regole di sorpasso: Nuove norme sull’ipotesi di sorpasso a destra in autostrada.

Mondo due ruote e Cude: Stretta sulle super-bici elettriche, aggiornamenti dedicati a ciclisti e motociclisti e novità per i titolari del contrassegno disabili (Cude).

Guida accompagnata a 17 anni e mezzi pesanti

La misura di maggior impatto riguarda il debutto alla guida prima della maggiore età, in linea con l’integrazione della direttiva UE entro il 26 novembre 2028. L’obiettivo rientra nel progetto europeo “Vision Zero” (zero vittime sulla strada) per far acquisire esperienza ai giovani in condizioni controllate.

  • Patente con codice 98.02: I diciassettenni già in possesso di patente A1 o B1 potranno guidare autovetture (con i limiti previsti per i neopatentati), a condizione di essere affiancati da un accompagnatore con almeno 24 anni, titolare di patente B da più di 5 anni e senza precedenti penali.

  • Guidatori di mezzi pesanti: La direttiva apre alla conduzione di veicoli per patente C1 e C a 17 anni (con patente B e CQC). Inoltre, per contrastare la carenza di camionisti, si valuta la possibilità di condurre veicoli di categoria C anche durante la frequenza del corso di qualificazione iniziale (senza ancora aver ottenuto la CQC).

Revisione del sistema sanzionatorio

Sul fronte delle sanzioni amministrative, le proposte puntano a una maggiore tempestività ed equità:

  • Notifiche più rapide: Il termine per la notifica dei verbali scenderebbe drasticamente da 90 a 30 giorni.

  • Adeguamento all’inflazione: L’aggiornamento dei costi delle multe legato all’inflazione scatterebbe soltanto al superamento della soglia del 5%.

  • Ripartizione dei proventi: Gli incassi delle sanzioni verrebbero destinati per il 70% all’ente proprietario della strada (con vincolo di destinazione alla sicurezza stradale) e per il restante 30% all’ente accertatore.

  • Recupero crediti all’estero: Previste procedure più stringenti per la riscossione transfrontaliera delle multe non pagate entro 5 anni dai cittadini stranieri.

Circolazione in autostrada

  • Corsia di emergenza per moto: In presenza di forti rallentamenti, si ipotizza di consentire il transito dei motociclisti sulla corsia di emergenza, purché sia garantito lo spazio di passaggio per i mezzi di soccorso.

  • Manovre di sorpasso: Aperta la discussione per normare e chiarire i confini tra il superamento a destra (già consentito entro i limiti di velocità mantenendo la propria corsia) e il reale sorpasso a destra.

Targa per fat-bike e digitalizzazione del Cude

  • Super-bici e fat-bike: Per i veicoli a pedalata assistita ad alte prestazioni (spesso usati per il delivery) si propone l’introduzione dell’obbligo di contrassegno identificativo e del casco per chi guida.

  • Piattaforma Cude obbligatoria: Per superare la frammentazione attuale (nel 2024 solo l’8% dei comuni risultava aderente), i Comuni dovranno adottare la piattaforma del Contrassegno Unificato Disabili Europeo. La misura consentirà ai titolari l’accesso automatizzato alle ZTL e ai parcheggi riservati su tutto il territorio nazionale.

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