Entra in una fase decisiva il percorso per la realizzazione della futura M6 di Milano. L’ipotesi oggi più accreditata dal Comune e da MM vede una linea circolare di 28 chilometri e 23 fermate: un’infrastruttura ad anello capace di intercettare tutte le linee esistenti, rivoluzionando la mobilità urbana. Tra punti di forza, criticità e le prossime tappe del confronto pubblico previsto in autunno, l’ottimo articolo di Milano Città Stato fa il punto della situazione.
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La M6 sarà una linea rotonda? Facciamo il punto della situazione
La soluzione circolare è ora più accreditata: il tracciato, le fermate, i punti di forza, le criticità e le prossime tappe del progetto
La futura M6 è entrata in una fase decisiva del suo percorso. Mentre si avvicina il confronto pubblico sul progetto, sta prendendo forma giorno dopo giorno quella che è considerata l’ipotesi più solida per la sesta linea della metropolitana di Milano, destinata a introdurre caratteristiche finora inedite nella rete cittadina.
# L’ipotesi diventata più probabile: un anello di 28 km e 23 fermate
Come sarà la M6? La soluzione oggi ritenuta più accreditata prevede una linea circolare di circa 28 chilometri con 23 fermate: è il tracciato che, tra una ventina di scenari analizzati da MM, comprendenti linee radiali, estensioni e ipotesi orbitali, è risultato più performante in ottica di analisi costi/benefici. La mappa che si è affermata nel dibattito mostra un anello interno capace di collegare tutte le linee metropolitane esistenti, il Passante ferroviario e diversi nodi del servizio ferroviario.
Le fermate previste sono: Lampugnano M1, Accursio, Villapizzone FS, Bovisa FN, Jenner, Maciachini M3, Marche M5, Centrale M2-M3, Loreto M1-M2, Romagna, Susa M4, Porta Vittoria FS, Cuoco, Lodi TIBB M3, Quaranta, Cermenate, Famagosta M2, Ospedale San Paolo, Faenza, Gelsomini M4, Primaticcio M1, Ospedale San Carlo e San Siro M5. Tra le ipotesi resta anche un primo lotto funzionale di circa 5-6 chilometri con deposito, stimato in circa 540 milioni di euro.
# Perché sarebbe una rivoluzione per Milano
Se il progetto venisse confermato, Milano avrebbe la sua prima metropolitana circolare, un modello già presente in città come Londra, Berlino, Copenaghen e Pechino, mentre Mosca dispone addirittura di tre linee ad anello. In Italia una soluzione analoga è in costruzione solo a Napoli.
La M6 sarebbe inoltre l’unica linea della rete a non attraversare il centro storico, assumendo il ruolo di collegamento trasversale tra i quartieri periferici e semicentrali. Intercetterebbe tutte e cinque le metropolitane esistenti, con due stazioni destinate a rappresentare un primato nazionale: Loreto, dove si incontrerebbero M1, M2 e M6, e Centrale, con l’interscambio tra M2, M3 e M6.
A questi si aggiungerebbero gli interscambi con: M1 a Lampugnano e Primaticcio, con M2 a Famagosta, con M3 a Maciachini e Lodi TIBB, con M4 a Susa e Gelsomini e con M5 a Marche e San Siro. Rispetto alla filoviaria 90/91 seguirebbe inoltre un percorso generalmente più esterno, offrendo una capacità di trasporto molto superiore e tempi di percorrenza più rapidi grazie a un’infrastruttura completamente separata dal traffico.
# I nodi ancora aperti
Accanto ai punti di forza restano alcune questioni ancora da definire. Diversi territori chiedono infatti che il tracciato venga spostato maggiormente verso l’esterno per raggiungere quartieri oggi esclusi dalla rete metropolitana. Tra le richieste più vibranti figurano una maggiore copertura del Municipio 8, con aree come Quarto Oggiaro, Certosa, Roserio e Vialba, ma anche del quadrante sud, dove nelle ipotesi iniziali erano presenti fermate verso Fatima, Monti Sabini e viale Ortles.
Restano inoltre aperti i temi del collegamento con Santa Giulia e Ponte Lambro, oltre al rapporto con la cintura ferroviaria, che la M6 contribuirebbe a completare dal punto di vista funzionale pur senza coincidere con il suo tracciato storico. Proprio questi aspetti potrebbero essere rivisti durante il confronto con i territori.
# Il cronoprogramma
Il progetto sta per entrare nella fase decisiva.
A settembre 2026 prenderà il via il percorso partecipativo promosso dal Comune di Milano, con incontri pubblici dedicati a cittadini e stakeholder per raccogliere osservazioni e possibili proposte sui tracciati allo studio.
Entro la fine dell’anno è prevista l’individuazione del tracciato definitivo e della prima tratta funzionale da realizzare. Negli studi preliminari era stata ipotizzata una prima fase di circa 5-6 chilometri con deposito, per un investimento stimato di circa 540 milioni di euro, ma la soluzione definitiva sarà scelta al termine del percorso partecipativo.
Nei primi mesi del 2027 dovrebbe poi essere presentato ufficialmente il progetto.
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