Buongiorno agli amanti del buon calcio, o di quello che ne resta (per i più critici). Il dado è tratto, l’ultimo match ball per chi si aggiudicherà il titolo mondiale è in calendario domenica 19 luglio tra Spagna e … Argentina!
Francia-Spagna 0-2
La “roja” allenata da Luis De La Fuente è la prima a salire sul podio della finale, raggiunta ieri sera dalla sfidante “albiceleste” di Messi e Lautaro, dopo un appassionante e anche ruvido duello durato 112 minuti.
La Spagna vista martedì sera ha legittimato la sua candidatura battendo nettamente una Francia che, fino ad allora, era stata un rullo compressore battendo, in sequenza dai gironi ai quarti, Senegal, Iraq, Norvegia, Svezia, Paraguay e Marocco. Partite a volte dominate, anche se con un gioco non sempre brillante, ma disponendo sulla sua scacchiera di pedine devastanti come Mbappè, Dembelè, Olise, capaci di fiammate decisive per aggiudicarsi tutti gli incontri precedenti questa semifinale in cui, un po’ per errori e un po’ di più per meriti dell’avversario, la sua forza non è stata pari alle precedenti occasioni.
La Spagna, dal canto suo, ha saputo prendere molto bene le misure agli avversari, disinnescando i pericoli maggiori che solitamente venivano dalle incursioni e dai lampi di classe di Mbappè e Dembelè. Nel contempo, dopo un vantaggio guadagnato forse astutamente, ma legittimamente con un rigore (realizzato al 22′ da Oyarzabal) per una pedata sulla coscia rimediata da Yamal in area, ha colto in fallo la difesa francese nelle scarse occasioni in cui si è fatta sorprendere, e ha blindato la vittoria col raddoppio di Pedro Porro al 58′. Da notare anche uno splendido terzo gol realizzato da Yamal, con uno spettacolare tiro a giro nel 7 della porta di Maignan, purtroppo per lui annullato per fuorigioco. La Spagna arriva quindi alla finale con merito, battendo quella che ai più era parsa la favorita per il titolo, ma senza mai perdere un solo match precedente, mancando la vittoria soltanto nella partita iniziale (0-0) con Capoverde e vincendo poi gli altri 5 incontri con Arabia, Uruguay, Austria, Portogallo e Belgio.
Inghilterra-Argentina 1-2
Eccolo, il 38enne Leo Messi, è lui il maggiore artefice della spettacolare remuntada argentina, è lui che a due passi dai 40 anni disputerà la seconda finale mondiale consecutiva, è lui che ha 5 mondiali nel curriculum. E non si è fatto sfuggire l’occasione per dimostrare, ancora una volta, che certi risultati non si raggiungono per caso né per fortuna, e che se alla sua età riesce ancora a stare sul trono è perché madre natura è stata generosa con lui, tranne che per la statura, ma gli ha assegnato quel ruolo, e quelle capacità per arrivarci comunque. La partita, a tratti una battaglia, l’ha vinta il direttore d’orchestra con l’aiuto di validi orchestrali come Alvarez, come Fernandez e Lautaro autori rispettivamente del pareggio e del sorpasso ad un’Inghilterra che aveva messo il primo paletto della partita, andando in vantaggio al 55′ con Gordon, che ruba il tempo a Molina e insacca un cross dalla destra di Rogers. Ma i bianchi della corte britannica commettono il fatale errore di arretrare dopo il vantaggio, concedendo troppo campo all’Argentina che andava sempre più aumentando la presenza nella metacampo inglese, sfiorando più volte il pareggio (due pali clamorosi colpiti da Mac Allister) e infine meritatamente raggiungendolo con un gran gol dalla distanza di Fernandez, quando mancavano ormai 4 minuti al 90′. Messi & C. ci hanno creduto e non mollando la presa vanno dentro a testa bassa, mettendo in affanno tutta la retroguardia inglese finché trovano con l’ultimo entrato da pochi minuti, Lautaro Martinez, la porta del successo. Il solito Messi scodella un cross al bacio, che il capitano dell’Inter fionda in rete di testa, scatenando l’apoteosi sugli spalti. La partita prosegue dai 9′ di recupero iniziali, fino al minuto 112 quando il triplice fischio dell’arbitro decreta la fine delle ostilità. Complessivamente meritata la finale argentina, Inghilterra che può solo piangere sul latte versato e riflettere, per ripresentarsi al prossimo Europeo con credenziali rafforzate anche da queste esperienze.
Ora per Messi e compagni ci sarà da scalare un’altra montagna, chiamata Spagna, che in comune avrà la lingua ma anche tanta voglia di portarsi a casa questo prestigioso trofeo. Sarà spettacolo? Lo dirà il campo, ma già gli interpreti garantiscono che non ci sarà tempo per annoiarsi: Yamal, Rodri, Dani Olmo, Fabian Ruiz da una parte e Messi, Alvarez, Lautaro, Fernandez dall’altra, per una gara all’ultimo respiro e una vittoria del migliore.
Arrivederci a domenica, e buona finale a tutti!
