L’allarme lanciato da ATS Milano attraverso un video social: correnti ingannevoli, pareti scivolose e assenza di vie d’uscita rendono la balneazione estremamente rischiosa.
Una trappola di cemento e correnti
Non lasciatevi ingannare dalla superficie apparentemente calma. Fare il bagno nei Navigli non è solo vietato, è un azzardo estremo. L’ATS Milano ha diffuso un video di sensibilizzazione per spiegare nel dettaglio cosa si rischia davvero quando ci si tuffa in queste acque.
I pericoli principali si nascondono dove l’occhio non arriva:
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Forze invisibili: Sotto il pelo dell’acqua si generano costantemente gorghi, mulinelli e risucchi improvvisi, capaci di trascinare a fondo anche i nuotatori più esperti.
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Zero punti d’appoggio: A differenza di un lago o di una spiaggia, i canali hanno sponde verticali interamente cementate. Senza appigli o scalette, risalire a riva da soli è un’impresa quasi impossibile.
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Incastri sul fondale: In diversi tratti interni la conformazione del fondo e la presenza di detriti aumentano il rischio di rimanere intrappolati con i piedi.
Canali nati per navigare, non per nuotare
I Navigli sono nati come vie di comunicazione e trasporto commerciale, non come aree balneari. La loro struttura ingegneristica non è pensata per ospitare bagnanti.
Nota di sicurezza: La balneazione sicura richiede sempre due requisiti fondamentali: la presenza costante di un bagnino di salvataggio e la certificazione di idoneità igienica dell’acqua.
Per chi cerca refrigerio a Milano, le alternative sicure (e legali) ci sono:
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L’Idroscalo: Storico punto di riferimento milanese, attrezzato per la balneazione pubblica.
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Le piscine comunali e private: Strutture costantemente monitorate dove nuotare in totale sicurezza.
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