Dalla mezzanotte di domenica 12 luglio è scattata una vera e propria rivoluzione per la viabilità di Milano. Ben 10 dei 17 autovelox fissi posizionati sulle strade cittadine sono stati spenti. La disattivazione è l’effetto diretto del nuovo decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), introdotto per fare chiarezza definitiva sui criteri di approvazione e omologazione dei rilevatori di velocità.
Il nodo della discordia: approvazione contro omologazione
La svolta ministeriale chiude una lunga battaglia legale iniziata nel 2024. In quell’anno, una storica sentenza della Corte di Cassazione aveva stabilito una netta distinzione tecnica tra l’approvazione di un dispositivo e la sua effettiva omologazione. Questa lacuna normativa aveva innescato una pioggia di ricorsi da parte degli automobilisti sanzionati.
Il nuovo provvedimento impone ora standard molto più rigidi, escludendo tutti i modelli autorizzati con procedure precedenti al 2017. A fare le spese di questo aggiornamento a Milano sono stati soprattutto i vecchi modelli Traffiphot III Sr, posizionati da anni in alcuni dei punti più trafficati della città.
La mappa dei 10 radar disattivati
I dieci dispositivi spenti saranno sostituiti e riaccesi non appena il Comune installerà i nuovi apparecchi a norma. Nel frattempo, ecco l’elenco completo delle vie in cui i vecchi radar non sono più in funzione:
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Viale Monte Ceneri: spenti i dispositivi in entrambi i sensi di marcia.
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Viale Renato Serra: spenti in entrambi i sensi di marcia.
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Viale Enrico Fermi: non a norma in entrambe le direzioni (quello verso il centro era comunque già inattivo).
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Viale Famagosta: non a norma in entrambi i sensi di marcia (una delle due postazioni era già spenta).
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Via Ferruccio Parri: dispositivo disattivato.
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Via dei Missaglia: dispositivo disattivato.
I 7 autovelox che restano in funzione
Restano invece accesi e pienamente operativi gli apparecchi di nuova generazione. Si tratta del modello T-Exspeed v.2.0, che rientra nell’elenco dei prototipi validati dal nuovo decreto ministeriale.
Nonostante questi impianti siano stati al centro di passati contenziosi legali sempre legati al dualismo tra approvazione e omologazione, le nuove disposizioni nazionali ne consentono la permanenza in funzione, a patto che vengano rispettati i requisiti relativi a collocazione, taratura e verifiche periodiche.
Continuano quindi a monitorare il traffico milanese e a fare multe i dispositivi installati in:
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Viale Fulvio Testi
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Via Palmanova
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Via della Chiesa Rossa
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Via Virgilio Ferrari
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Corso Gallarate
Le parole dell’assessore Granelli
L’assessore alla Mobilità del Comune di Milano, Marco Granelli, ha commentato la novità spiegando l’impegno dell’amministrazione per un rapido adeguamento tecnologico e respingendo le accuse di irregolarità:
“Ora come Comune adegueremo gli impianti che da oggi non soddisfano i nuovi criteri amministrativi. Sostituiremo quelli più datati spendendo soldi del Comune, cosa che prima non potevamo fare in assenza del decreto. Sia chiaro: nessuna irregolarità del Comune, semmmai inesistenza delle procedure di omologazione da parte del ministero dei Trasporti, che riteneva sufficiente l’autorizzazione”.
Granelli ha poi ribadito la centralità dei controlli per la sicurezza stradale cittadina:
“La velocità è una delle principali cause degli scontri stradali, e le cronache cittadine sono piene di esempi. Continueremo a fare sempre più controlli, non per fare cassa, ma per salvare vite umane e migliorare la sicurezza di pedoni e automobilisti. Autovelox accesi o spenti, rispettare i limiti di velocità è rispetto della legge, ma anche un dovere e una responsabilità di ciascuno di noi”.
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