I primi rilievi escludono la pista dolosa. L’incendio sarebbe stato causato dal surriscaldamento di alcune batterie al litio. Indagini della Digos su duemila spedizioni.
Dopo il devastante incendio che mercoledì ha distrutto lo stabilimento Bartolini di via Don Minzoni, alla Bovisa, si apre la complessa partita dei rimborsi per i clienti colpiti. L’azienda di logistica ha confermato l’attivazione delle coperture assicurative, assicurando di essere già al lavoro per ridurre al minimo i disagi. Chi attendeva o aveva spedito un pacco transitato dall’hub milanese riceverà un indennizzo, anche se restano da definire le modalità operative: si valuta se procedere con risarcimenti totali, parziali o tramite l’erogazione di voucher per spedizioni future. Il danno logistico è rilevante, dato che la struttura di Milano rappresenta uno snodo cruciale per i trasporti in Lombardia e in tutto il nord Italia.
Sul fronte delle indagini, coordinate dalla Procura che ha aperto un fascicolo per incendio colposo, i primi accertamenti dei vigili del fuoco sembrano escludere l’atto doloso. La scintilla iniziale sarebbe partita dal surriscaldamento di alcune batterie al litio contenute in un collo descritto come “molto caldo”, appena caricato su un camion diretto a Torino. I rilievi della Digos si stanno ora concentrando sulla tracciabilità dei circa duemila pacchi in movimentazione al momento del rogo, con l’obiettivo di identificare con certezza mittenti e destinatari. Resta infine l’incertezza per i dipendenti del magazzino, in attesa di capire se verranno ricollocati in altre sedi o se per loro scatterà la cassa integrazione.
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