Edilizia studentesca a Milano: polemica su tariffe elevate e fondi pubblici

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I Verdi chiedono una revisione urgente dei criteri per gli alloggi universitari. Sotto accusa la gestione economica del nuovo studentato di Scalo Romana in vista di un dibattito in Comune con Coima.

I criteri che regolano le agevolazioni per gli alloggi destinati agli universitari a Milano finiscono al centro di una dura contestazione politica. L’obiettivo espresso dai Verdi è quello di riformare profondamente gli strumenti normativi attuali, per evitare che finanziamenti pubblici vadano a sovvenzionare stanze i cui costi finali rimangono proibitivi per la maggior parte delle famiglie. La discussione, sollevata dalla consigliera comunale Francesca Cucchiara, si sposterà presto all’interno di una commissione pubblica a Palazzo Marino, alla quale prenderà parte anche Coima, la società di sviluppo immobiliare responsabile del progetto nell’area di Scalo Romana.

Il prossimo passaggio a Palazzo Marino La decisione di un confronto istituzionale è maturata dopo che la società immobiliare ha risposto alle critiche sollevate un mese fa dalla consigliera, proponendo un colloquio chiarificatore. Cucchiara ha accolto l’invito a condizione che l’incontro non rimanesse privato, ma venisse trasformato in un’audizione pubblica davanti alla commissione consiliare, proposta accettata da Coima.

Il nodo dei finanziamenti incrociati La controversia si sviluppa attorno alla natura stessa dei contributi ricevuti per la struttura, concepita originariamente per ospitare quasi 1.700 studenti, con una quota iniziale di 150 posti a tariffa agevolata (Ers). Successivamente, grazie all’intervento di Cassa depositi e prestiti tramite il Fondo Nazionale Abitare Sociale, i posti a prezzo calmierato sono stati triplicati, raggiungendo quota 448.

La critica principale riguarda il successivo accesso di Coima a un bando del Ministero dell’università e della ricerca, volto proprio ad abbattere i costi dei posti letto tramite sussidi fino a 20mila euro per alloggio. Secondo l’esponente dei Verdi, nonostante il doppio canale di finanziamento pubblico (prima Cdp e poi il Mur), i prezzi per gli studenti non hanno subito il ribasso atteso, sollevando interrogativi sull’efficacia dello stanziamento ministeriale rispetto alle tariffe finali.

I dati economici a confronto Le posizioni sui canoni d’affitto restano distanti:

  • La posizione dei critici: Contestano il fatto che una stanza singola possa raggiungere il costo di 840 euro mensili (Iva inclusa) all’interno di un piano di edilizia sociale che beneficia di molteplici aiuti statali. Per le camere convenzionate ma non soggette a ulteriore calmieramento, la cifra sfiora i 995 euro.

  • La replica di Coima: La società difende la trasparenza delle cifre, precisando che la tariffa presentata al Ministero per la singola è di 765 euro (Iva esclusa) e che le medie complessive della struttura sono in linea con i parametri richiesti e dichiarati.

La richiesta di nuove linee guida Per i Verdi, lo scenario attuale dimostra l’inefficacia delle tutele pubbliche nel settore della casa. Cucchiara ha sottolineato come, a fronte di una città che affronta emergenze concrete, dalle scuole prive di impianti di raffrescamento fino alle centinaia di case popolari sfitte per mancanza di manutenzione, l’investimento di risorse della collettività in progetti con rette così elevate non possa essere definito una misura sociale. Da qui l’appello all’amministrazione comunale per un cambio di rotta immediato sulle regole delle convenzioni.

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