Sotto accusa i documenti ambientali sul nuovo Meazza. Un’interrogazione del consigliere Fedrighini contesta l’esclusione dei pericoli per la falda idrica, mentre Arpa conferma la presenza di idrocarburi.
Il progetto per la costruzione del nuovo impianto sportivo di Milano si scontra con una nuova e delicata questione di carattere ambientale. Al centro delle attenzioni non ci sono i dettagli architettonici, ma lo stato del sottosuolo e la tutela delle risorse idriche della città. Una formale interrogazione a risposta immediata, inoltrata dal consigliere comunale Enrico Fedrighini (Gruppo Misto) al primo cittadino Giuseppe Sala e alla vicesindaca Anna Scavuzzo, mette infatti in dubbio i criteri utilizzati per valutare i rischi di inquinamento nella zona del Parco dei Capitani e del vicino parcheggio settentrionale.
I dubbi sulla documentazione tecnica
La contestazione si concentra sull’Analisi di Rischio elaborata per la porzione di territorio ceduta a Milan e Inter insieme allo stadio. Nello specifico, la relazione tecnica esclude l’attivazione della lisciviazione, ovvero quel processo per cui le piogge filtrano nel terreno trascinando gli inquinanti verso la falda. Di fatto, l’ipotesi di una contaminazione dell’acqua sotterranea non è stata presa in considerazione nei modelli matematici.
Utilizzando i programmi di calcolo certificati dall’Ispra, Fedrighini ha ricalcolato i parametri, giungendo a conclusioni opposte e ravvisando una minaccia potenziale. Il consigliere sottolinea che, se tale pericolo venisse confermato, l’intera analisi andrebbe riformulata, poiché le acque profonde della zona vengono successivamente impiegate per scopi irrigui in parchi e terreni agricoli.
I dati sui contaminanti nel terreno
I timori legati alla sicurezza dell’area poggiano sui rilievi effettuati da Arpa Lombardia nella primavera del 2026, nell’ambito di un percorso di bonifica aperto da Palazzo Marino a febbraio dello stesso anno. I campionamenti del suolo hanno riscontrato la presenza di idrocarburi pesanti e idrocarburi policiclici aromatici (IPA).
La critica mossa alla San Siro Stadio Spa è quella di aver preso in esame soltanto i rischi legati al contatto diretto o all’ingestione di terra (risolvibili coprendo la superficie con uno strato pulito), trascurando gli effetti sul sistema idrico generale. Quest’ultimo scenario richiederebbe interventi di risanamento decisamente più invasivi e costosi.
I chiarimenti richiesti all’amministrazione L’iniziativa del consigliere punta a ottenere risposte precise su due livelli. Da un lato, si chiedono le ragioni scientifiche che hanno permesso alla società proponente di non considerare il passaggio degli inquinanti verso la falda. Dall’altro, si sollecitano gli uffici comunali a compiere controlli indipendenti sui documenti per salvaguardare l’ecosistema idrico milanese.
Attualmente l’Arpa è in attesa dei piani progettuali per procedere con le operazioni di bonifica, mentre la risposta all’interrogazione spetterà alla giunta comunale, chiamata a fare luce su un aspetto che potrebbe rallentare l’iter del nuovo impianto.
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