“Esprimo profonda perplessità e ferma contrarietà rispetto alla decisione della Commissione Sicurezza del Comune di Milano di subordinare l’introduzione e l’operatività del taser alla partecipazione obbligatoria degli operatori della Polizia Locale a specifici percorsi formativi sulle tematiche Lgbtq+. Chiediamo fermamente al Comune di separare il percorso del taser da qualsiasi altra iniziativa formativa non collegata allo strumento sottolineando che la professionalità della Polizia Locale si tutela garantendo strumenti adeguati, formazione realmente utile e il riconoscimento dell’esperienza quotidiana al servizio della comunità”.
Lo dichiara duramente Alfredo Masucci, Coordinatore della Polizia Locale della Uil Fp Milano-Lodi. Secondo il sindacato, “legare l’addestramento all’utilizzo del taser ad altre iniziative formative rischia di svilire la finalità stessa della sicurezza sul lavoro. Inoltre, un piano obbligatorio per migliaia di dipendenti avrebbe ripercussioni pesantissime sui turni, con il rischio concreto di sottrarre personale operativo dal territorio proprio in un momento in cui i cittadini chiedono maggiore presenza e sicurezza”.
“Per noi il valore dell’inclusione è un principio fondante – prosegue Masucci – ma riteniamo che l’accostamento tra uno strumento di autotutela e una formazione su tematiche sociali sia privo di qualsiasi attinenza tecnica e metodologica. La Polizia Locale di Milano possiede già competenze consolidate nella gestione dei temi di inclusione e relativi alle fragilità. Dal Nucleo Tutela Donne e Minori agli interventi nei Trattamenti Sanitari Obbligatori Tso, fino al lavoro quotidiano dell’Ufficio Centrale Arresti e Fermi, il nostro personale opera da sempre nel pieno rispetto della dignità umana e dei principi deontologici e nel pieno rispetto dei principi inclusivi”.
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