Mentre si attende il verdetto del Tar della Lombardia sul futuro del Meazza, nell’area dello stadio sono già comparsi i primi sbarramenti. La denuncia arriva direttamente dal consigliere comunale Enrico Fedrighini, che segnala l’avvio di demolizioni e bonifiche senza i necessari cartelli informativi trasparenti, proprio a ridosso dell’udienza decisiva.
La battaglia legale e i lavori anticipati
Martedì scorso i giudici del Tar hanno esaminato i cinque ricorsi presentati da comitati e associazioni cittadine, contrari all’operazione di vendita dello stadio e delle aree circostanti portata avanti da Palazzo Marino insieme a Inter e Milan. Se da un lato il Comune difende la regolarità formale dei propri atti, dall’altro i cittadini contestano la legittimità della procedura. Il tribunale ha ora 60 giorni di tempo per esprimersi. Tuttavia, sul campo, la trasformazione sembra essere già partita.
“Conclusa l’udienza al Tar, sono andato a San Siro e ho scoperto un pezzo di Milano sottratto al controllo delle istituzioni comunali, con il beneplacito delle istituzioni stesse”, ha dichiarato Fedrighini.
Ruspe in azione e biglietterie abbattute
Secondo quanto documentato dal consigliere, l’area verde attorno all’impianto è stata recintata e resa inaccessibile al pubblico. I cartelli presenti vengono definiti “anonimi”, poiché accennano soltanto a generiche attività di bonifica. Le criticità maggiori riguardano però via dei Piccolomini:
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Demolizioni avviate: La biglietteria sud dello stadio è già stata rasa al suolo.
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Assenza di autorizzazioni visibili: Non risultano esposti i titoli edilizi o le Scia che giustifichino l’apertura del cantiere.
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Mancanza di trasparenza: Mancano i dati relativi all’impresa esecutrice e ai responsabili della sicurezza.
Fedrighini ha riferito di aver chiesto spiegazioni anche alla polizia locale sul posto, sottolineando l’anomalia di un cantiere attivo in uno spazio a uso pubblico senza le dovute specifiche di legge. La tensione attorno al destino di San Siro, dunque, non si limita più alle sole aule di tribunale.
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Comportamenti che hanno un non so che di ‘non ve ne frega nulla, noi facciamo quello che vogliamo.’ e una arieggiata concussione tra alcune parti che in vero dovrebbero essere neutrali in nome delle leggi, della legalità e del giudizio super partes che deve essere apolitico,
Ossia comportamento mafioso.