Il caldo torrido di questi giorni sta trasformando gli asili nido e le scuole dell’infanzia comunali di Milano in spazi invivibili per i più piccoli. La situazione più tesa si registra all’istituto Pezzi, nella zona sud della città, dove la protesta delle famiglie è diventata visibile a tutti. All’ingresso della struttura, infatti, alcuni genitori hanno appeso un lenzuolo bianco con la scritta a grandi lettere “Sauna”, per denunciare le temperature insostenibili a cui sono esposti quotidianamente i bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni.
In una lettera ufficiale indirizzata all’amministrazione, il comitato dei genitori sollecita il Comune di Milano ad affrontare con serietà l’emergenza climatica negli edifici scolastici, chiedendo di assumere come priorità concreta la tutela del benessere dei bambini e di tutte le comunità scolastiche.
I disagi all’istituto Pezzi e i limiti dell’impianto elettrico
Secondo quanto denunciato dalle famiglie, i problemi della scuola non dipendono soltanto dalle ondate di calore, ma anche da una gestione logistica ed energetica decisamente carente. I genitori lamentano innanzitutto il mancato utilizzo del piano seminterrato, uno spazio agibile e naturalmente più fresco che potrebbe ospitare i bambini senza comportare un particolare dispendio di energia.
A questo si aggiungono i forti ritardi nell’installazione dei sistemi di refrigerazione. Due condizionatori, consegnati da circa un mese, sono stati attivati soltanto negli ultimi giorni. Il paradosso più grave riguarda però la rete elettrica dell’edificio: gli altri apparecchi già disponibili non possono essere utilizzati contemporaneamente perché l’impianto della scuola è obsoleto e riesce a sostenere soltanto tre condizionatori accesi nello stesso momento.
La denuncia delle famiglie contro la gestione emergenziale
Per i genitori questo limite tecnico rappresenta l’elemento più inaccettabile dell’intera vicenda. Evidenzia infatti la totale assenza di un intervento strutturale da parte del Comune e restituisce l’immagine di una gestione ancora insufficiente e legata alla logica della perenne emergenza. La salute, il benessere e la qualità degli spazi educativi dedicati all’infanzia dovrebbero invece essere garantiti da soluzioni definitive e non da rimedi parziali.
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