Il celebre Toro rampante della Galleria Vittorio Emanuele II, uno dei simboli più fotografati e “calpestati” di Milano, entra ufficialmente in restauro. Le migliaia di visitatori che ogni giorno compiono la tradizionale giravolta scaramantica con il tallone hanno infatti consumato nel tempo le tessere rosa che compongono i testicoli dell’animale, creando un piccolo cratere al centro del mosaico.
🛠️ Un intervento necessario dopo anni di usura
“Migliaia di persone al giorno, nel corso dei due ultimi mandati, hanno compiuto il famoso gesto della giravolta sul tallone. Il punto portafortuna della Galleria si è consumato nel tempo – dichiarano gli assessori Emmanuel Conte (Demanio) e Marco Granelli (Opere pubbliche) –. L’ultimo restauro è stato nel 2017. È arrivato il momento di restituire al mosaico il suo aspetto originale, grazie a un intervento artigianale. La Galleria è un patrimonio vivo, che può consumarsi proprio perché amato e vissuto”.
Un piccolo cantiere è stato allestito attorno al mosaico: sotto gli occhi dei passanti, un restauratore specializzato ricomporrà le parti danneggiate. I lavori proseguiranno fino a sabato mattina.
🔧 Le fasi del restauro
Da lunedì sono iniziate le attività preliminari, tra cui la preparazione manuale delle nuove tessere, realizzate sulla base del disegno originale ottocentesco.
Oggi il cantiere entra nel vivo nell’Ottagono della Galleria:
- Rimozione parti ammalorate per uno spessore di almeno 2,5 cm
- Consolidamento del supporto
- Posa delle nuove tessere
- Stuccatura e levigatura finale
Un lavoro interamente manuale, che restituisce al mosaico la sua integrità senza alterarne la natura storica.
🐂 Un rito scaramantico che attraversa i secoli
Il Comune interviene periodicamente per riparare il mosaico del Toro, da sempre oggetto di un rito scaramantico già diffuso tra i milanesi dell’Ottocento: la giravolta sul tallone, secondo la tradizione, porterebbe fortuna e garantirebbe il ritorno in città.
L’ultimo intervento risale al settembre 2017.
Il Toro è raffigurato su campo azzurro, all’interno dello stemma di Torino, capitale d’Italia al tempo della costruzione della Galleria. Fu proprio il re Vittorio Emanuele II a posare la prima pietra dell’opera nel 1865, rendendo il mosaico non solo un simbolo popolare, ma anche un frammento della storia unitaria del Paese.
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