A Milano il monopattino elettrico cambia definitivamente identità, lasciandosi alle spalle l’immagine di mezzo di trasporto leggero e privo di vincoli per entrare ufficialmente in una nuova era di regole rigide, contrassegni e sanzioni pecuniarie che possono raggiungere i 400 euro. Questa trasformazione rappresenta una vera e propria svolta per la mobilità urbana e coinvolge direttamente migliaia di cittadini. Da ieri è infatti diventato obbligatorio esporre un contrassegno identificativo plastificato, adesivo e non rimovibile, da applicare direttamente sul telaio del mezzo, mentre a partire dal mese di luglio scatterà anche l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa di responsabilità civile.
Il provvedimento si inserisce in un dibattito molto acceso che unisce la necessità di garantire una maggiore sicurezza stradale alla gestione della burocrazia quotidiana, in una metropoli dove questi veicoli sono ormai parte integrante del panorama del traffico. Nonostante il ministero dei Trasporti abbia già registrato oltre 40mila richieste e emesso circa 50mila contrassegni, l’intero sistema sta affrontando forti rallentamenti. Moltissimi utenti stanno segnalando gravi ritardi nella consegna materiale delle targhe, una criticità che ha spinto le associazioni dei consumatori come il Codacons a chiedere una proroga immediata per evitare che i cittadini, pur essendo in regola con i pagamenti e le domande, si ritrovino a circolare nell’illegalità. Le medesime difficoltà stanno colpendo duramente anche il settore dello sharing, con il rischio concreto che migliaia di mezzi della flotta pubblica rimangano bloccati nei depositi.
Per mettersi in regola, i proprietari devono effettuare la procedura online attraverso il portale della Motorizzazione Civile, autenticandosi tramite Spid o carta d’identità elettronica, per una spesa complessiva che si aggira intorno ai 33 euro. Le verifiche sulle strade saranno repentine e costanti, poiché la polizia locale e le altre forze dell’ordine hanno già ricevuto il mandato di controllare la presenza del contrassegno sui mezzi in circolazione. Resta da capire se questa stretta normativa riuscirà effettivamente a ridurre gli incidenti e a tutelare i pedoni, o se finirà soltanto per penalizzare i lavoratori e gli studenti che utilizzano quotidianamente il monopattino per i propri spostamenti.
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Vedremo come si comporteranno quelli della locale dopo anni ad ignorare i mongopattini girando la testa dall’altra parte quando vedevano irregolarità.
Comunque dovevano essere comprese anche le bici elettriche perché anche queste robe, che circolano selvaggiamente, sono un vero e proprio pericolo per l’incolumità dei pedoni e degli altri veicoli..