Circa 5mila persone hanno preso parte ieri, sabato 16 maggio, al corteo nazionale per la Palestina che ha attraversato il centro di Milano. La manifestazione, partita nel primo pomeriggio da piazzale XXIV Maggio, ha visto sfilare un lungo serpentone di manifestanti con bandiere palestinesi, del Libano, della Repubblica islamica iraniana e di Hezbollah. In testa al corteo spiccava lo striscione con lo slogan “Ricorda la Nakba combatti il sionismo. Libertà per i prigionieri. Embargo ora!”, che ha guidato il percorso a cui hanno aderito diverse sigle politiche e sindacali, tra cui Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, Cub, Cobas, Cgil, il gruppo Carc e Cambiare Rotta.
Il tragitto si è snodato lungo corso di Porta Ticinese, via Molino delle Armi, corso Italia e piazza Missori, per poi concludersi in piazza Duomo, dove l’evento si è sciolto dopo l’esplosione di qualche petardo. Durante la marcia non sono tuttavia mancati momenti di forte tensione, in particolare all’altezza di piazza Vetra. In quel punto, un ragazzo si è affacciato alla finestra di un palazzo rivolgendo ai manifestanti un saluto romano e mimando il gesto del mitra. La provocazione ha scatenato la reazione di una parte del corteo, che si è radunata sotto l’edificio urlando insulti all’indirizzo del giovane. La situazione è tornata alla normalità con la ripartenza del corteo, mentre gli agenti della Digos sono saliti nello stabile per avviare gli accertamenti sul responsabile.

Un secondo episodio si è verificato lungo corso Italia, dove un piccolo gruppo si è staccato temporaneamente dal resto dei partecipanti. Tra di loro, un uomo con il volto coperto ha imbrattato la vetrina di un punto vendita Carrefour scrivendo la parola “boicott” con la vernice spray.
La manifestazione ha ospitato anche l’intervento di Saif Abu Keshek, l’attivista della Global Sumud Flotilla recentemente fermato e poi rilasciato dalle autorità israeliane durante una missione via mare diretta a Gaza. Dal palco di Milano, applauditissimo, Abu Keshek ha contestato duramente la posizione dei paesi europei, affermando che i governi d’Europa e il governo italiano sono complici nel mantenere questi crimini contro il popolo palestinese e assicurando che le violenze dei governi occidentali non fermeranno il movimento.
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