Due notizie del Corriere oggi dovrebbero turbare le coscienze del Sindaco e di Palazzo Marino. Una lettera ci ricorda che un 83enne vive da 5 mesi in macchina perché i servizi sociali non sono riusciti a trovare un alloggio a questo pensionato che, causa separazione, non sa più dove vivere.
Poi una lettera bellissima scritta da un 22enne vittima di una aggressione di 5 giovani, un inno alla vita se vogliamo, ci ricorda a quali livelli è giunta la violenza giovanile. Il giovane studente universitario è rimasto privo dell’uso delle gambe in seguito alla aggressione di 5 giovani fra cui 3 minorenni, per rapinarlo di 50 euro nei pressi di Corso Como.
Due tragedie che purtroppo non sono casi isolati ma raccontano le dimensioni del problema casa e l’insufficienza dei servizi sociali per aiutare anziani e fragili. Oppure l’ennesimo campanello d’allarme su una movida senza controlli in una città sempre piu teatro di violenze giovanili.
In questo scenario di cosa si occupa il Consiglio Comunale di Milano? Di politica estera, di relazioni internazionali!
Palazzo Marino sembra diventato il Palazzo di Vetro dell’ONU. I Verdi e pezzi di Pd non vogliono più votare niente finché non si cancella il gemellaggio Milano-Tel Aviv. Il Sindaco, per trovare una soluzione tarallucci e vino con i consiglieri in rotta, ha proposto addirittura una conferenza di pace a Milano.
Di tutto questo si discute a Palazzo Marino, dimenticando che la politica estera la fanno i governi, che Netanyahu e gli ayatollah non leggono le mozioni di Palazzo Marino, e che forse Beppe Sala non è il Papa, un’ autorità morale tale da fare appelli alla pace che arrivino alle opinioni mondiali. Nessuno mette in discussione la nobiltà dell’impegno per la pace ma più consono al Sindaco e al Consiglio sarebbe seguire la città cui sono preposti.
Meglio sarebbe occuparsi di problemi più terra terra come la violenza giovanile, le case popolari che mancano, gli asili che crollano, il verde mal tenuto…
Di certo la sinistra punta a discutere di scenari planetari per evitare di fare il bilancio di 5 anni fallimentari nella gestione di Milano.

Fabrizio De Pasquale ha 60 anni, è sposato, padre di 2 figli e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche, è stato Capo ufficio stampa di varie aziende e del Ministero dei Beni Culturali. Ha lavorato per RAI ed Expo2015 e per un centro media. E’ stato per 24 anni Consigliere e poi Capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino. Conosce bene Milano ma non smette mai di scoprire i problemi e le eccellenze che la metropoli produce ogni giorno. E’ Direttore e amministratore di Milanopost dal 2014 e crede nel ruolo dell’informazione locale per migliorare la città e i suoi abitanti.