La trasformazione urbana di Milano, tra nuove piste ciclabili, piazze tattiche e marciapiedi più ampi, sta disegnando una città che vorrebbe essere più vivibile, ma sta portando alla luce un conflitto funzionale finora sottovalutato. Se lo spazio sottratto alle auto non viene ripensato per le necessità logistiche, il risultato è un paradosso: la carenza di aree per il carico e scarico merci costringe i mezzi commerciali a occupare proprio quegli spazi pedonali o ciclabili appena creati. Come mette in evidenza il seguente articolo di MilanoCittàStato, in un contesto di cantieri perenni e aree commerciali ad alta intensità, la gestione dell’ultimo miglio diventa una sfida che non può essere risolta solo con i divieti, ma che richiede soluzioni strutturali e hub logistici ancora in attesa di completamento.
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Il paradosso: quando togliere spazio alle auto produce più disagi anche per chi si muove a piedi o in bicicletta
A Milano si rifanno le strade, si allargano i marciapiedi, arrivano piste ciclabili e nuove piazze. Ma le consegne non spariscono, i lavori neanche. Il problema è quasi banale: dove si fermano i mezzi quando si toglie lo spazio per la sosta?
Il problema carico-scarico a Milano
# I veicoli commerciali parcheggiati ovunque per assenza di stalli liberi
A Milano si concentrano migliaia di negozi e interventi edilizi continui. Il tema del carico e scarico merci si inserisce in un contesto di trasformazione dello spazio pubblico che ha privilegiato pedonalizzazioni, ciclabilità e riduzione della sosta veicolare. Interventi come la riqualificazione di largo Augusto, realizzata nel contesto dei cantieri M4, hanno ridefinito completamente l’assetto urbano eliminando gran parte delle superfici dedicate ai veicoli.
La nuova configurazione introduce pavimentazioni continue, arredi e verde, però inevitabilmente crea un nuovo problema: toglie spazio per le operazioni logistiche. La domanda di rifornimento resta però invariata, soprattutto nelle aree commerciali ad alta intensità. Le attività continuano a richiedere consegne frequenti e spesso con volumi rilevanti e, come si vede dalle immagini, l’assenza di spazi dedicati costringe i veicoli commerciali a parcheggiarsi su marciapiedi o in aree pedonali. Quindi creando un problema addirittura maggiore a quello che si vuole risolvere: si toglie spazio per il carico-scarico, si aumenta il traffico e si moltiplicano le occasioni di intralcio per chi va a piedi o in bicicletta.
# Il caso Buenos Aires e il conflitto funzionale
In corso Buenos Aires il tema assume una dimensione ancora più grave. La riqualificazione avviata nel 2024 ha introdotto marciapiedi ampliati, piste ciclabili protette e nuovi elementi di arredo urbano, eliminando gli spazi di sosta lungo l’asse commerciale e spostando quelli per lo scarico merci nelle vie laterali, spesso occupati proprio dalle auto private. Le associazioni di categoria segnalano difficoltà crescenti nel garantire il rifornimento dei negozi. Il numero di mezzi dedicati all’ultimo miglio resta elevato, con migliaia di corrieri attivi ogni giorno. I cantieri ancora presenti nel 2026 hanno ulteriormente ridotto la capacità disponibile e, in assenza di alternative operative, i mezzi occupano marciapiedi, corsie o spazi impropri.
# Il dibattito tra necessità e regole
Nel dibattito pubblico sono sostanzialmente due le posizioni. Da un lato c’è l’esigenza concreta: in assenza di stalli, dove si fermano corrieri, artigiani e mezzi di soccorso nelle attività quotidiane? Dall’altro viene richiamato il rispetto delle regole esistenti, a cui si aggiunge il tema del controllo, con richieste di maggiore presenza sanzionatoria o di soluzioni fisiche come i dissuasori. Un problema quindi articolato che richiede una gestione strutturata.
# Le possibili soluzioni

Per risolvere in modo concreto il problema della sosta non autorizzata e per agevolare chi effettua le consegne, serve un approccio integrato tra pianificazione e gestione:
- inserimento sistematico di micro-aree per il carico-scarico nei progetti di riqualificazione, gestione temporale con finestre orarie definite,
- sistemi di prenotazione digitale degli stalli
- rafforzamento dei controlli.
Va inoltre accelerata la realizzazione dei maxi hub logistici previsti dal Piano Urbano della Logistica Sostenibile, nove in totale nell’area metropolitana ma ancora quasi tutti sulla carta, hub di Rubattino (ex Innocenti) in fase di ultimazione, fondamentali per gestire l’ultimo miglio.
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