Essere gay non significa essere di sinistra e non significa appartenere alle comunità LGBT.
Io sono Gay di destra dichiarato, e non me ne vergogno affatto. Io sono un ragazzo che milita nella destra italiana. Essere di destra non significa essere fascisti.
A differenza vostra dalle nostre parti non c’è ambiguità come ho dichiarato precedentemente, io appartengo a una destra Democratica, Patriottica, europeista e conservatrice.
Ma non significa che far parte di un partito di destra che non puoi amare chi vuoi. Anzi da noi è il contrario che hanno il coraggio di dichiararlo e come mai dalla vostra parte no?
E voi sareste i paladini dei diritti? Pietà, non accettate che ci siano gay che non si sentono rappresentati dalle comunità Lgbt e che non sono di sinistra. Imparate la democrazia.
C’è chi ha pure detto ma “Alessio stai attento che prima o poi Fratelli d’Italia chiederà le tue dimissioni perché sei gay” falso io quando ho dichiarato ufficialmente ho ricevuto tanta solidarietà e tanto appoggio dal partito in cui ho l’onore di far parte.
State tranquilli che non sarò mai come voi ipocriti è ridicoli. Io sono fieramente di destra e rimarrò fieramente di destra.
Alessio Muceli

Il ragazzo è di destra e siccome è di destra, secondo i sinistri lo si può prendere in giro in quanto gay. Se fosse di sinistra sarebbe omofobia, ma in questo caso ovviamente non lo è.
Cogliamo l’occasione per ricordare che la nostra pagina è frequentata da omosessuali anticomunisti che vivono seriamente e con riservatezza le loro preferenze sessuali, disdegnano le pagliacciate esibizioniste dei gay pride sponsorizzati dalle sinistre, le teorie strampalate dei clown arcobaleno e si sono spesi più e più volte contro la persecuzione degli omosessuali nei regimi comunisti, a partire da quello cubano, sistematicamente negati dai vigliacchi dei centri sociali e dalle sinistre radicali con la coda di paglia che sventolano la bandiere col volto del boja torturatore Ernesto Che Guevara.
Bruno Carmignani
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Purtroppo i sinistroidi vivono un sociale tormentato a 360°. Il vittimismo sociale è una peculiarità loro e approfittano di questo per quanto riguarda tutto ciò che è legge e ovvie limitazioni su qualsiasi tema. Palese anarchia dove il termine inclusione spiega tutto e niente delle loro problematiche civili e sociali. Quando fa comodo è minoranza, quando la utilizzano è evidente arroganza. I tempi sono cambiati, ma per loro gridare ‘fascisti’ è un alibi, una opportunità per additare e accusare un altro tipo di diversità ideologica e politica che non rispecchia la loro. Perché i veri intolleranti non sono nient’altro che loro.